Tfr dipendenti Arfea «Mancano 90mila euro»
Non si può attribuire all'Edisu o ai pagamenti in ritardo la difficoltà dichiarata dalla Unigest che gestisce la mensa di ingegneria del gruppo Pacchiarotti. Già a fine ottobre, infatti, il presidente dell'Edisu (Ente per il diritto allo studio) Paolo Benazzo aveva provveduto a verificare i termini di pagamento delle fatture presentate dalla società. Nel 2013, in media, Edisu ha pagato a 26 giorni dalla presentazione delle fatture, che come prevede la convenzione devono essere presentate da unigest alla fine di ogni mese. Tuttavia «trattandosi di pagamenti superiori a 10mila euro, l'Edisu è obbligato per legge, prima di procedere al pagamento, a effettuare controlli» che hanno portato a sospendere i pagamenti e dirottarli a favore di Equitalia. (a.gh.) di Anna Ghezzi wPAVIA Da giugno 2011 Arfea non versava un euro al fondo Priamo per la pensione complementare dei 260 autisti dei pullman in Lomellina, in Oltrepo, a Pavia e nell'alessandrino. «Aveva accumulato un debito di oltre 500mila euro – spiega Nicola Sirianni, del sindacato Silt – ma lunedì in prefettura ci ha comunicato che ha provveduto a versare 426mila euro: ne mancano ora solo 90mila, è un buon risultato». Il saldo delle quote mancanti era tra i punti della procedura di raffreddamento per cercare di trovare un accordo prima di uno sciopero dei pullman: «Questo risultato, a due anni e mezzo dall'insorgere della situazione, è stato possibile grazie al tentativo di conciliazione in prefettura ad Alessandria (dove l'azienda ha sede, ndr)», dice Sirianni. Il sindacato aveva segnalato che l'azienda non versava, oltre alle quote sindacali (in parte pagate l'altro ieri) la sua parte per il fondo pensionistico di categoria, ma soprattutto che tratteneva per sè anche la quota dei lavoratori trattenuta dalle buste paga: «La situazione si trascina da gennaio 2010 – spiega Sirianni – abbiamo vinto una causa e seguendo i nostri solleciti, di sei mesi in sei mesi l'azienda versava il dovuto. Fino a giugno 2011, come confermano i conteggi inviati dal fondo Priamo. L'azienda era stata anche denunciata dalla Direzione territoriale del lavoro di Alessandria per appropriazione indebita». Nonostante questo primo risultato, i problemi sul tavolo restano numerosi: l'Arfea ha dichiarato l'intenzione di disdire gli accordi locali per la contrattazione di secondo livello, per andare verso l' uniformità del trattamento dei lavoratori, che solo in Oltrepo contano su sei accordi differenti, e cercare di recuperare competitività. «Dal 2004 c'è un accordo della Provincia secondo il quale chi si aggiudica il contratto di servizio in Oltrepo deve mantenere gli accordi aziendali, come ribadito nell'incontro del 28 luglio 2008 – spiega Sirianni – Il contratto di servizio scade nel 2014, chiediamo alla Provincia di tenere alta la guardia». L'azienda, nell'incontro dell'11 novembre avrebbe anche annunciato licenziamenti dopo la ristrutturazione: «Noi e le altre sigle – chiude Sirianni – siamo disponibili a discutere una riorganizzazione che renda l'azienda più competitiva. A patto che Arfea metta in regola i turni secondo il contratto nazionale, faccia smaltire i 2500 giorni di ferie arretrate, consenta il godimento dei permessi previsti dal contratto locale: Arfea percepisce 95mila euro l'anno di premio se il servizio in provincia di Pavia viene fatto correttamente, ma i lavoratori non ricevono nulla, nonostante sia previsto».