Voghera, Bonafè espone i "Paesaggi in trasformazione"
VOGHERA Si chiama "Paesaggi in trasformazione" la mostra dell'artista padovano d'origine ma alessandrino d'adozione Roberto Bonafè che verrà inaugurata sabato alle 17 presso la sala Pagano di Voghera. A costituire l'esposizione una trentina di opere pittoriche e scultoree realizzate nel corso di una lunga carriera che lo ha portato a confrontarsi con stili e tecniche molto diversi tra loro, alla ricerca di un proprio linguaggio originale. Figure umane, paesaggi, nature morte: i soggetti ritratti sono vari tanto quanto i materiali utilizzati da Bonafè, i quali vanno dagli acquerelli ai colori a tempera e ad olio passando per legno, gesso e metallo. Affascinato in particolar modo dal movimento impressionista, l'autore ne riprende la leggerezza del tratto e la vivacità dei colori aggiungendo sempre un tocco personale e spontaneo: «L'artista- ha commentato il pittore Mike Yacin- osserva semplicemente la vita senza schermi, con assoluta sincerità; l'afferra con occhiata rapida e sicura e la riporta sulla tela in maniera realista, accendendo il suo naturalismo di tensione impressionista. Le figure e i volti sono semplici e silenziosi ma profondamente incisivi e a loro volta i paesaggi, resi con pennellata sciolta e fluida, colpiscono per i giochi di luce, per i mutamenti di colore contenuti in brevissimi spazi di tela all'interno di uno stesso soggetto. Sono paesaggi permeati di malinconia, di nostalgia, discreti e fugaci, che trasmettono ciò che l'autore sente nell'intimo e rivelano l'istintiva capacità di Bonafè di illuminare di mutevoli luci il quadro, di fermare nelle sue tele un solo e irripetibile attimo». A comparire con frequenza sono gli ampi spazi pianeggianti e le vigne del Monferrato di cui l'autore dipinge felicemente le atmosfere: «Bonafè ama - ha scritto a riguardo il critico Marcus Risso- i cieli blu turbinanti di nubi e di vento, ama i crepuscoli, i colori più suggestivi dei nostri paesi. Lui va a cercare i luoghi dove la bellezza è ancora intatta, dove è manifesta la naturale capacità dei nostri avi di costruire abitazioni splendide e in sorprendente armonia con il contesto paesistico». Ed è proprio qui, tra le cascine e i borghi immersi nelle campagne nostrane che emerge la vena evocativa dell'artista, in immagini che come sottolinea sempre Risso «richiamano la lenta e serena pace delle cene e delle famiglie contadine che abitano la natura e che, tali e quali da millenni, sono perfettamente in sintonia con l'ambiente, con la vita e con il destino. Le persone sono strette nel conforto della famiglia, al riparo delle case e dei focolari, nell'abbraccio delle relazioni sociali di un piccolo paese che vuole sopravvivere alla sfida della morte, evocata simbolicamente dalla notte e celebrata dal rituale emotivo del tramonto». È un mondo, quello raffigurato nelle tele di Bonafè, insieme antico e rassicurante, luminoso e gioioso, che coniuga efficacemente la fedeltà descrittiva con la volontà di esprimere valori tradizionali e contadini. La mostra, patrocinata dall'assessorato alla cultura del comune di Voghera, sarà visitabile fino all'8 dicembre dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 19. L'ingresso è libero. (s. sim.)