Ponte sul Po chiuso per 10 giorni
MEZZANA BIGLI Il ponte sul Po della Geròla da ampi segni di "malessere" e, da oggi alle 6, per dieci giorni consecutivi, fino alle 24 di venerdì 6 dicembre, resterà chiuso al traffico per permettere la sistemazione del giunto danneggiato tra la terza e la quarta arcata (partendo dal versante lomellino) e per una verifica generale alle altre componenti portanti. La decisione è avvenuta dopo che l'ufficio tecnico provinciale ha individuato una grave deficienza strutturale al giunto in esame, già da stamattina affrontata da una squadra di specialisti. Per chi viaggia, i percorsi alternativi sono la ex statale 211 sino a Pieve del Cairo e la A-7 tra i caselli di Casei Geròla e Gropello Cairoli. «Sarà comunque un salto nel buio – dice Gianpaolo Zanini, farmacista a Ferrera che ogni giorno percorre quattro volte il ponte per ragioni di lavoro e aggiunge: «Il ponte è diventato impercorribile, alla faccia della sicurezza stradale. Il fondo stradale è una minaccia continua. Personalmente percorro 2mila chilometri di strada ogni anno sul ponte e sono costretto a subire danni continui all'auto. Occorre bloccare questo stillicidio che dura da decenni. E soprattutto va bloccato inderogabilmente il transito ai mezzi pesanti per evitare che la situazione continui a sfuggire di mano». L'ex sindaco di Mezzana Bigli, Francesco Capittini, è dello stesso parere: «Il viadotto è un monumento di archeologia industriale. Non può reggere l'impatto con il traffico attuale. Esiste da sempre un divieto di passaggio per mezzi di peso superiore alle 30 tonnellate che nessuno rispetta e che nessuno ha mai fatto rispettare. Basterebbe, invece di colpire indiscriminatamente con gli autovelox, provvedere a filmare dall'alto del ponte i trasgressori per prevenire i danni alla struttura». Il pensionato Domenico Cornelio dice la sua: «Il porfido come pavimentazione è stato un errore clamoroso. Ora si registrano anche danni importanti. Per forza: al peso davvero enorme del porfido stesso, si aggiungono i milioni di mezzi pesanti che sono transitati in disprezzo al divieto delle 30 tonnellate, mai rispettato. Ci sono responsabilità nelle istituzioni che non hanno controllato come avrebbero dovuto». Infine Michele Bertolone: «Ora si deve riparare il guasto. Poi si dovranno fare gli asfalti come nella prima arcata che ha dato buoni esiti. E poi? Un ponte nato per reggere il peso dei calessi oltre un secolo fa tornerà a sopportare il peso di milioni di autobotti? Se sarà ancora così, tra due anni saremo di nuovo al tracollo». Intanto si comincia ad affrontare il problema più urgente. E' necessaria la riparazione del giunto e solo dopo questi interventi si potrà riaprire il ponte sul Po al transito delle auto. Paolo Calvi