Famiglie senza soldi, si resta al freddo
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Qualche coperta di lana e un giaccone pesante. Così si difende d«al freddo, o almeno tenta di farlo, un cinquantenne vogherese rimasto senza casa dopo il litigio con la convivente. L'uomo, che ha un lavoro regolare, ma non guadagna abbastanza per potersi permettere il soggiorno in albergo, da un paio di settimane trascorre le notti su una panca di legno nell'androne del palazzo ex Anagrafe di via Emilia, dove oggi ci sono gli uffici del Giudice di pace e le sedi di numerose associazioni cittadine, dai combattenti e reduci al circolo filatelico. Con l'arrivo del gelo - alle sei di ieri il termometro segnava 2,4 gradi sotto zero - fino a quando potrà resistere? In condizioni precarie ci sono anche due famiglie (di cittadinanza italiana) a cui l'Asm ha già tagliato la luce per il mancato pagamento delle bollette e potrebbe presto chiudere anche il gas metano, lasciandole senza riscaldamento. Alla loro sorte, come a quella dei senza tetto che devono cominciare a fare i conti con l'inverno, si sta interessando la Caritas diocesana. Qui, però, non si tratta solo di distribuire cibo e coperte, e di lasciare aperta dopo la mezzanotte la sala d'aspetto (riscaldata) della stazione ferroviaria, ma la questione si intreccia alla polemica sui tagli agli stanziamenti comunali a favore di poveri e disagiati. Con l'entrata in vigore dei nuovi criteri di assegnazione dei buoni spesa, voluti fortemente dalla Lega (e da alcune settimane applicate anche alla graduatoria per le case popolari), il Comune nel secondo semestre del 2013 ha risparmiato 63mila euro, rispetto al periodo gennaio-giugno, per effetto del notevole restringimento del numero degli assegnatari. «A essere colpiti, però, non sono stati soltanto gli extracomunitari, come sostenevano erroneamente i fautori della riforma normativa – attacca Moreno Baggini, coordinatore di Caritas e Consulta del volontariato – ma anche cittadini vogheresi. Lo dimostra il caso di queste due famiglie rimaste senza energia elettrica. Gente che fino all'anno scorso percepiva il sussidio comunale, che aiutava a far fronte alle spese, comprese quelle per le bollette, ora non più e si è trovata in ulteriori difficoltà, non riuscendo più a fare fronte alle diverse scadenze». La Caritas si adopererà nei prossimi giorni con l'azienda ex municipalizzata per ottenere il riallacciamento della fornitura di luce ed evitare ulteriori distacchi. In programma, la prossima settimana, un incontro con il vicesindaco e assessore ai servizi sociali, Giuseppe Fiocchi, per concordare le misure solidali da attuare con l'arrivo del gelo. Oltre all'apertura full time della sala d'aspetto, da trasformare in una sorta di dormitorio di emergenza, i volontari Caritas e della Croce Rossa ripeteranno il loro itinerario della speranza e del buon cuore nelle strade cittadine, per distribuire coperte a chi dorme all'aperto e cercare di convincerli a usufruire del riparo e dei pasti caldi delle strutture di accoglienza: Casa del Pane, Zanaboni, Casa della carità. Il problema, talvolta, è proprio quello di indurre queste persone a farsi aiutare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA