Con "Ginger e Fred" si chiude l'omaggio al cinema di Fellini

PAVIA E' per questa sera alle 20.30, nell'Aula Magna del Collegio Ghislieri, la proiezione del film "Ginger e Fred", ultimo appuntamento del ciclo di film "Omaggio a Federico Fellini nel ventennale della scomparsa", organizzato da Ghislierimusica per il filone "Barocco è il mondo" (parallelo alla rassegna di musica antica Pavia Barocca) e a cura di Jacopo Binazzi. Dopo le prime due puntate con "Lo sceicco bianco" e "8½", si chiude dunque con uno degli ultimi film del regista romagnolo, datato 1985, che vede interpreti Marcello Mastroianni (che nel 1986 si guadagnò il David di Donatello come miglior attore protagonista), Giulietta Masina e Franco Fabrizi. La trama: Amelia Bonetti e Pippo Botticella, in arte Ginger (Masina) e Fred (Mastroianni), sono due attempati ballerini di tip-tap, romantici e un po' squinternati, che vengono coinvolti da una tv privata in una sorta di "operazione nostalgia", nella quale però s'intuisce subito che al centro della scena stanno in realtà la figura del presentatore e la pubblicità. Il film è una feroce satira della cultura del consumismo e del mondo delle tv private (che Fellini detestava specialmente per la cattiva abitudine di interrompere i film con gli spot pubblicitari) e il presentatore televisivo, ferocemente ritratto con la sua figura scialba, incarna lo strapotere della pubblicità e cancella ogni poesia, esprimendo il cupo pessimismo di fondo dell'ultimo e profetico Fellini, mitigato solo dalla dolcezza dei due protagonisti e dalla loro storia d'amore. «Vengo chiamato per questa rassegna di cinema d'autore ormai da cinque anni – dice Roberto Figazzolo – ma quest'anno in particolare mi sento di dire che la retrospettiva su Fellini ha davvero fatto centro. Ovviamente la pretesa non era tanto quella di fare una rassegna esaustiva su tutta la carriera di Fellini, quanto quella di toccarne i punti clou. Ecco perché abbiamo iniziato con "Lo sceicco bianco", sua prima regia, abbiamo continuato con "8½", il film che Fellini stesso amò più di tutti gli altri, per finire con "Ginger e Fred", che inaugura il Fellini crepuscolare». Se ne andò abbastanza arriabbiato dal questo mondo Fellini, perché, a dispetto di quello che accadde dopo la sua scomparsa, quando tutti presero ad osannarlo, negli ultimi tempi non gli facevano più fare film. «Ginger e Fred è il film in cui Fellini si toglie qualche sassolino dalla scarpa – continua Figazzolo - Parla dell'Italia dominata dallo strapotere della televisione, della politica che, mischiandosi ai mass media, ha perso tutta la sua dignità. E' un film attualissimo». A ribadire la riuscita dell'omaggio a Fellini è Jacopo Binazzi di Ghislierimusica: «E' evidente che la gente apprezza il cinema d'autore – dice il curatore – E molti tra i presenti sono giovani, segno che i grandi registi attirano ancora, basta proporli». Ingresso libero.