Mapier Lomello, addio a 35 posti di lavoro
LOMELLO La parola fine era già stata scritta oltre un anno fa, ieri però è diventata realtà. La Lomellina dice addio ad altri 35 posti di lavoro. Da ieri non sono più dipendenti della Mapier di Lomello, storica azienda tessile fondata appena dopo la seconda guerra mondiale, 35 dipendenti in larga parte donne. Sono le operaie che rientravano in un piano di tagli aziendali previsto ad inizio 2012. Era la parte produttiva dello stabilimento dell'azienda di via Caldera a Lomello. La Mapier però ha intrapreso un'altra strada: quella di produrre in Slovacchia e di mantenere nella "casa madre" di Lomello i reparti post produttivi e la sede amministrativi. In quest'ottica infatti parte dello stabilimento – ed anche dei dipendenti – è stata riqualificata a nuove mansioni. Non però le 35 operaie che ieri dopo venti mesi di cassa integrazione hanno visto iniziare il procedimento di mobilità, prologo del licenziamento definitivo. Ieri infatti c'è stata la procedura di conciliazione conclusiva della pratica, di fatto la fine del rapporto di lavoro con la Mapier. Nessun ripensamento: «L'idea dell'azienda è ormai chiara da tempo ed è quella di produrre nello stabilimento slovacco – conferma Michele Fucci (Cgil) – I licenziamenti erano stati messi in conto». Va detto che rispetto al piano di riorganizzazione aziendale presentato dall'azienda, che conta un'ottantina di dipendenti, nel gennaio 2012 i numeri si sono ridotti anche grazie al riassorbimento interno di diversi dipendenti che erano a rischio taglio. Inizialmente infatti l'azienda di Lomello aveva chiesto 52 licenziamenti. Poi – dopo la contrattazione sindacale – si era arrivati all'accordo che si è concluso ieri dopo venti mesi di cassaintegrazione con l'inizio della mobilità per 35 dipendenti. (s.b.)