Un altro Natale senza soldi alla Cablelettra di Robbio
ROBBIO Natale senza soldi per un errore di trascrizione nelle pratiche per il rinnovo della cassaintegrazione. Succede anche questo alla Cablelettra. Erano da poco passate le 11 di ieri quando i 100 dipendenti dell'azienda di via Mattei che sono in attesa del pagamento di sei mesi di cassa integrazione hanno visto materializzarsi davanti a loro di nuovo lo spettro di un Natale "in bolletta". Le sei mensilità di cassa integrazione che attendono arriveranno, se non ci saranno più intoppi, tra fine febbraio e i primi di marzo. Ieri gli ormai ex lavoratori dell'azienda di via Mattei erano nella sede aziendale per firmare dei moduli necessari per ricevere l'accredito della cassa integrazione. Questo perchè i soldi erano attesi per fine mese. C'è stato però un problema. Quando il rinnovo della cassa integrazione straordinaria ministeriale è stato approvato, lo scorso maggio, c'è stato un errore nella presentazione della domanda da parte dell'ufficio personale dell'azienda che è commissariata (a guidarla dal 2009 l'avvocato romano Vincenzo Sanasi d'Arpe) ed ha affidato queste procedure ad uno studio di consulenza del lavoro di Matera. Il ministero aveva approvato la cassa integrazione per 100, nella domanda però c'era la discrepanza di un'unità: 99. Lo studio di Matera la settimana scorsa ha chiesto una rettifica nella pratica assicurando poi ai dipendenti che il procedimento non sarebbe retrocesso nell'ordine di priorità e che quindi l'emanazione del decreto di pagamento da parte del ministero sarebbe arrivato in queste settimane. Ieri mattina però il dietrofront: «Ci sentiamo abbandonati dal commissario straordinario dell'azienda Vincenzo Sanasi d'Arpe – hanno sottolineato i rappresentati dei lavoratori – per il secondo anno di fila passeremo un Natale triste, senza redditi. Inoltre è da marzo che non prendiamo un centesimo di cassa integrazione. Non chiediamo niente di speciale, solo che ci vengano riconosciuti i nostri diritti. Capiamo che ci possa essere stato un errore nella pratica, però non che vengano persi altri mesi sulla nostra pelle e quella delle nostre famiglie. Molti di noi non ce la fanno più: anche mettere in campo il sindaco e il prefetto non ha cambiato la situazione. Che ci diano almeno il trattamento di fine rapporto in anticipo per ripagare dell'errore». «E'una situazione gravissima, un nuovo problema tra i tanti problemi della Cablelettra – sottolinea il segretario della Fiom Cgil di Pavia Carlo Bossi – L'azienda deve prendere le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori che sono vittime passive di questa vicenda». Sandro Barberis