Panigada, la doppietta non è abbastanza
VOGHERA Sul match dell'OltreVoghe con l'Atletico San Giuliano c'è il sigillo di Stefano Panigada che il partitone lo aveva annunciato in anticipo: «La mia stagione inizia adesso – aveva detto alla viglia della trasferta –. Finora avete avuto solo l'aperitivo». A San Giuliano Panigada ha firmato due gol e procurato il rigore per la rete di Di Gennaro. A bocce ferme, però, il centravanti rivendica anche la paternità del primo vantaggio, la palla entrata su deviazione di Dugo. «Sono rientrato sul sinistro e l'ho messa in mezzo morbida, sarebbe finita comunque nello specchio – taglia corto Panigada –. Dugo ha risposto al compagno che gli chiedeva di spazzarla, ma la palla era già dentro». L'infortunio di Farina, operato al perone al San Matteo la settimana scorsa, ha messo sotto i riflettori Panigada: «Mi sono applicato cercando di fare quello che mi era stato chiesto – commenta –. Non mi pesano le responsabilità». Visca chiedeva al giocatore cresciuto nelle giovanili del Milan di giocare facile, non accorciarsi a centrocampo per non pestare i piedi ai compagni e di sbizzarrirsi in zone dove la squadra non rischia di prendere imbarcate in contropiede. «Il mister vuole che stia più vicino alla porta, essere meno rifinitore e più realizzatore: trovo sia più facile – spiega Panigada –. A me piace essere nel vivo del gioco». In totale Panigada ha accumulato 79' di concretezza con gli avversari che spesso hanno usato le maniere forti per fermarlo. E domenica è stata la prima volta da titolare perché nelle dieci precedenti gare era entrato a partita in corso. «Pensavo di poter soffrire un po', ma è andato tutto bene – spiega –. Entrare e giocare con una squadra così forte diventa automatico: anche Pezzotti (al posto di Balacchi ndr) sembrava un titolare». Qualità e fisico per sfondare, maturità non ancora raggiunta: questa, negli anni, è stata la definizione ricorrente di Panigada. Ma questa potrebbe essere la stagione giusta perché il 24enne maturi definitivamente e colga il treno sfuggito quando usciva dalla Primavera del Milan. La prospettiva è vincere un campionato (per ora ostacoli non se ne vedono) e confrontarsi l'anno prossimo con la serie D che, con il debutto della C unica, sarà il quarto campionato nazionale. «Le avversarie alle nostre spalle vincono sempre, e se dovessimo farcela sarebbe una vittoria vera, conquistata con impegno», commenta Panigada. Domenica al Parisi arriva il Vigevano: i ducali (12 punti meno dell'OltreVoghe) insieme alla Sestese sono le uniche squadre di alta classifica la squadra deve affrontare. «Io credo che la loro classifica non sia veritiera - commenta il centravanti rossonero –. Sulla carta sono una delle compagini che investono di più». Ora il pubblico vogherese per il derby si aspetta un'altra prova da protagonista per Panigada che con l'Atletico ha unito concretezza a qualità. Domenica scorsa per il giocatore è stato una sorta di derby perché abita a Milano in zona Porta Romana che dista 7 chilometri dal campo dove la squadra ha giocato. Marco Quaglini