Dopo il terremoto Rivanazzano riapre il campo sportivo
VOGHERA La grande paura sembra passata, con la terra in Oltrepo che non trema dalla mezzanotte di venerdì scorso. Finito lo stato di allerta terremoto della Protezione civile, riaperte le scuole. Ma ora si fa la conta dei danni, più rilevanti di quello che si pensava nelle ore immediatamente successive alla sequenza ravvicinata di scosse. Resta ancora chiusa la chiesa dei Barnabiti di via Garibaldi a Voghera, dopo il distacco di pezzi di intonaco dal soffitto, e si sta valutando l'ipotesi di spostare le funzioni nel vicino Tempio sacrario della cavalleria, considerato sicuro dopo il sopralluogo effettuato dall'ufficio tecnico comunale (le cresime domenicali, intanto, sono state celebrate alle benedettine). «Al tempio c'è un'unica crepa, ma già esistente e ben nota – spiega il sindaco Barbieri – è quella che parte dal sommo dell'arcata trionfale e si spinge per qualche centimetro sull'abside. Ulteriori controlli, comunque, verranno effettuati nei prossimi giorni». A Rivanazzano, è tornato agibile il campo sportivo comunale, chiuso a scopo precauzionale nel fine settimana. Il sindaco Romano Ferrari ha firmato ieri pomeriggio l'ordinanza per la riapertura dell'impianto, sulla scorta delle conclusioni della perizia affidata all'ingegner Vecchi. «Restano, invece, inagibili – precisa Ferrari – alcune cappelle al cimitero del capoluogo e in quello di Nazzano. I danni potrebbero ammontare a diverse decine di migliaia di euro». A Retorbido, già risanate le crepe nei muri del municipio e delle scuole, mentre - puntualizza il sindaco Isabella Cebrelli - «rimane quella del teatro comunale, proprio in prossimità del balconcino. Ma la struttura è agibile». E il futuro? «La terra in Oltrepo ha tremato e continuerà a tremare – avverte il geologo Sergio Mussini – ma la statistica e la storia dicono che quasi mai si è trattato di scosse violente, tali da provocare danni consistenti e vittime. L'eccezione è costituita dall'evento del 9 ottobre 1828 con epicentro Rocca Susella che rase al suolo le case di frazione San Paolo, facendo undici morti». La stragrande maggioranza dei movimenti tellurici, dunque, è di lieve entità. Questo non può essere un motivo di rassicurazione, trattandosi di terremoti, un fenomeno di per sè quasi imprevedibile, ma indicativo di una tendenza. La terra si muove nell'Oltrepo occidentale (dove l'unico comune in fascia 2 di rischio è Varzi, altri 16 della valle Staffora e Comunità montana in fascia 3, nessuno in fascia uno) per la presenza di due faglie, «la vogherese – spiega Mussini – che si insinua in val Staffora raccordandosi, dopo Rivanazzano, con quella che arriva a Casteggio e Torrazza; e la Villalvernia-Varzi che taglia trasversalmente il territorio collinare, prosegue fino a Pietragavina e si raccorda con quella di Zavattarello». (r.lo.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA