LE IMMAGINI SCORRERANNO SUGLI SPECCHI
di ANNALISA D'APRILE Solo qualche anno fa le parabole satellitari, i decoder, l'avvento del digitale terrestre con tutta la sua nuova offerta di canali, i vari pacchetti di abbonamenti da comporre assecondando passioni sportive, culinarie e cinematografiche – il tutto messo in onda da un sottilissimo televisore al led, meglio se fuso con la parete – sembravano già il massimo della tecnologia televisiva. Un futuro che è anche presente durato in realtà poco: la rete ha ingoiato la tv ed entrambe sono ricomparse in una veste inedita prima sui pc, poi sugli smartphone, ora sui tablet. La tv nello specchio. E domani? Come sarà la tv e da dove la guarderemo? «Anche dallo specchio del bagno, ad esempio, controllando contemporaneamente quello che combinano i bambini nella loro stanza», parola di Pierluigi Tolardo (Zeusnews.it), esperto di nuove tecnologie. Ma procediamo con ordine partendo dall'ultima rivoluzione televisiva: il digitale terrestre. O meglio, il Dvb-T, che sta per Digital video broadcasting-terrestrial, cioè la modalità di trasmissione televisiva digitale terrestre. Mentre il Dvb-t2 è il sistema di nuova generazione, orientato sull'alta definizione: perché la nuova sfida è trasmettere con una definizione – di colori e immagini – sempre più elevata e, quindi, più realistica. Ma, nell'ultima conferenza dell'Hd Forum Italia, il direttore del Centro ricerche Rai di Torino, Alberto Morello, ha confermato che non ci sarà un altro switch off, sebbene un decreto legge preveda che dal 2015 tutti i televisori in commercio siano dotati di un decoder Dvtb-T2. Inoltre, ha spiegato che l'attuale situazione televisiva, cioè Dvb-T con canali a definizione standard sarà alla base del sistema televisivo italiano almeno per altri 15 anni. Il flop del digitale. «Il digitale terrestre è stato un parziale flop – spiega Tolardo – intanto perché la digitalizzazione del Paese resterà incompleta, questo vuol dire che l'offerta dei canali è aumentata sì, ma solo per una parte dell'Italia, mentre per l'Italia rurale (almeno sette, otto milioni di persone) l'offerta televisiva si è impoverita. E di certo il digitale terrestre è stato un flop sui telefonini che hanno schermi troppo piccoli». La sfida della qualità. Secondo gli esperti, il 2015 sarebbe un anno chiave per lo sviluppo televisivo italiano perché il Governo dovrà decidere se attuare il "second dividend", cioè scegliere se allocare la banda di 700 Mhz ai servizi telefonici. Banda che al momento i broadcaster non hanno e che invece è necessaria per migliorare l'alta definizione. Senza queste frequenze l'evoluzione del sistema televisivo sul digitale potrebbe restare al palo. L'intreccio telefono-tv. Ma ci servirà davvero il decoder per il Dvb-T2? Secondo Tolardo la tv del futuro «incrocerà l'evoluzione di telefonia e telecomunicazioni: due le prospettive – dice l'esperto – la prima è legata alla casa elettronica, domotica e cablata, la seconda è legata al mix di tv e telefonini». In sostanza ci aspetta un futuro prossimo in cui la tv «non è più solo nella casa, ma è sulla casa». Come? Attraverso un complesso sistema di proiettori, diffusori, video camere e wi-fi. «Lo specchio collegato in fibra ottica o in wi-fi con la tv – aggiunge Tolardo – consentirà di seguire le news del mattino mentre ci si fa la barba e seguire anche cosa succede dentro la propria casa, ad esempio in altre stanze oppure in giardino. Insomma, la televisione diventerà il cuore della casa». Di certo non si starà tutti nella stessa stanza seduti sul divano a guardarla, piuttosto sarà possibile «ricevere fuori, sullo smartphone o sul tablet, lo stesso canale che si sta guardando a casa». Futuro questo promesso, ad esempio, «dalla smart tv di Samsung – dice l'esperto – nel 2014 arriverà anche la tv di Apple e sarà tra queste due aziende e i loro tablet la maggiore concorrenza. Così come ci sarà sempre maggiore ibridazione tra smartphone e tablet». Già messo a punto da Eutelsat e disponibile sul sito, «un piccolo decoder – continua Tolardo – da applicare all'antenna parabolica: utilizza parte della banda satellitare anche per internet, che così è raggiungibile anche dove non arriva la copertura Adsl». Va ricordato infatti, che un 20 per cento della popolazione è escluso dal collegamento internet veloce. Il sogno son gli ologrammi. Insieme con la casa domotica, l'altra nuova frontiera è rappresentata dall'ultra 3D. La possibilità che una partita di calcio, giocata in un qualsiasi luogo del mondo, venga riprodotta a chilometri di distanza non su un mega schermo ma su un campo vero, dove i giocatori e la palla sono ologrammi, è reale. Alquanto costosa per ora, ma realisticamente fattibile. Si tratterà solo di realizzare in grande «quello che per ora – conclude Tolardo – è limitato ai video game». Intanto, accontentiamoci di una casa trasformata in set, dove i personaggi siamo noi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA