Integrazione al Vallone «Cancelliamo le barriere»

PAVIA I falafel e la pizza. Giovanni e Carmen, Morris e Rachel, Nina e Kaha all'aperitivo dell'amicizia. Allo Spazio Q di piazzale Torino, al Vallone, ieri pomeriggio ha fatto tappa il progetto di coesione sociale "Creare Valori". Italiani e stranieri insieme, per un confronto che aiuti ad abbattere i pregiudizi. «Abbiamo intitolato questo evento "Te lo leggo negli occhi" – dice Carmen Silva, presidente della onlus "Ci siamo anche noi"– . Un'occasione di confronto per parlare dei fraintendimenti e dei pregiudizi che spesso rendono difficile la convivenza tra le persone. Stiamo attraversando un momento delicato, di crisi. E la tensione cresce. Bisogna lavorare tutti insieme per abbattere i pregiudizi che non sono solo degli italiani nei confronti degli stranieri ma anche viceversa e tra gli stessi stranieri». Ognuno ha portato la sua storia. Quella di Carmen, ormai un'istituzione in città nel mondo del sociale, è l'avventura di una donna coraggiosa venita dal Perù ma che è stata capace di costruire legami e progetti di solidarietà a Pavia. E poi c'é Kaha Mohamed Aden, 47 anni, nata a Mogadiscio ma laureata in Economia a Pavia. Kaha è scrittrice, vive in Italia da oltre venticinque anni, ma - dice - «sono apolide». La città di Pavia le ha conferito il San Siro nel 2002 ma non ha avuto il passaporto italiano fino al 2008. Tessere relazioni umane è il suo forte, ma anche per una come lei non è sempre stato facile. Rachel viene dal Camerun è ha un marito italiano e due splendide bambine. «Mi sento inserita ora – dice – Tanto che a volte mi trovo a parlare di problemi di integrazione con le mie amiche pavesi che nemmeno si ricordano più che sono straniera pure io». Nina e Sergey sono arrivati dalla Russia stanno ancora facendo fatica. Lei faceva la badante e ora stusia italianoe inglese in attesa di un nuovo lavoro. Lui è operatore sanitario e un atleta delle Cento Torri. (m.g.p.)