«È impossibile fare previsioni»

VOGHERA «Potremmo assistere nelle prossime ore ad altri eventi di entità minore rispetto alla scossa più forte di giovedì mattina. Ma trattandosi di terremoti è evidente che fare previsioni precise non è nell'ordine di cose». Claudio Eva, sismologo, già docente dell'Università di Genova, è molto cauto nel valutare il fenomeno in atto in Oltrepo. «Al momento – sottolinea – siamo di fronte a un'attività piuttosto modesta, in una zona già colpita in passato da fenomeni minori, mai da mega terremoti». Professor Eva, dopo quale grado di magnitudo un sisma può provocare crolli e conseguenze disastrose? «In genere dopo i cinque della scala Richter. Quello dell'Aquila, per intenderci, fu di magnitudo 6.2. In Oltrepo assistiamo a scosse di terzo e quarto grado di entità. Nulla di preoccupante, almeno allo stato attuale». Perchè l'epicentro tra Godiasco e Salice Terme? «Dipende dalla faglia Villalvernia-Varzi che poi scorre in valle Staffora e che ha fatto registrare negli ultimi decenni un evento massimo di magnitudo 4,8». Dal sismologo all'esperto di geologia. Daniele Maggi, bronese, già consulente dell'Amministrazione provinciale, ha partecipato alla stesura di un piano che ha recepito le nuove normative antisismiche della legge regionale 2004: 170 comuni pavesi sono classificati nella fascia più bassa di rischio, 16 in classe terza (per lo più situati in valle Staffora e nel resto del territorio della Comunità montana); uno solo, Varzi, in fascia seconda. Il piano ha catalogato ponti, strade, edifici pubblici valutando il rischio sismico. «La valle Staffora – spiega Maggi – è attraversata dalla faglia che scende da Varzi seguendo all'incirca il corso del torrente. I comuni della pianura fino al Po hanno avvertito in misura minore gli effetti delle scosse perchè poggiano su materiale alluvionale del fiume che attutisce i movimenti tellurici». (r.lo.)