Forza Italia in Senato è già all'opposizione
di Nicola Corda wROMA Forza Italia ha già un piede fuori dalla maggioranza. Le astensioni in commissione Bilancio (che in Senato valgono come voto contrario) del partito di Berlusconi, segnalano che la clessidra delle larghe intese sta terminando la sua corsa. Le cose potrebbero precipitare anche prima del previsto, senza attendere il voto sulla decadenza, specie se, come è probabile, il voto di fiducia sulla legge di stabilità sarà fissato prima del 27. Ieri Brunetta è partito nuovamente all'attacco di Saccomanni e di Letta. «Avevamo auspicato un miglioramento del Parlamento ma siamo davanti a ipotesi confuse e parziali. Mettano fine a questo strazio con il maxiemendamento, si voti la fiducia, ogni forza politica si prenderà le sue responsabilità e i cittadini giudicheranno». Manovra bocciata dagli azzurri col sospetto del pretesto, nonostante Letta prima di lasciare Berlino abbia ostentato ottimismo. «I conti si faranno alla fine e si vedrà che è una legge di stabilità equilibrata». Il premier si prepara ad affrontare una settimana cruciale per la navigazione del suo governo. Le rassicurazioni fatte ai tedeschi, il via libera dall'Eurogruppo sulla spending review e le dismissioni, danno fiato all'ottimismo. Dimostrano che «noi il debito lo vogliamo far scendere» spiega il capo del governo e pur con la critica agli ayatollah del rigore, gli impegni presi garantiscono che «le politiche per tenere i conti a posto sono finalizzate a ottenere margini per far crescita». Il campo minato delle date per l'esame finale della manovra che s'incrocia con il voto dell'aula del Senato sulla decadenza di Berlusconi, obbliga però alla prudenza, nonostante Palazzo Chigi abbia già messo nel conto l'uscita preventiva di Forza Italia, considerando la sua maggioranza quella "politica" del 2 ottobre. Presto il quadro degli equilibri politici sarà definito e così anche l'orientamento del maxiemendamento. «Contiamo di finire tra domani (oggi ndr) e lunedì mattina» prevede il sottosegretario alla presidenza Giovanni Legnini che sta seguendo passo dopo passo l'iter della manovra. Il viceministro dell'Economia Fassina esprime però dubbi sui numeri dei risparmi ottenibili dalla spendig review. «Non mi aspetto 30 miliardi perché vorrebbe dire cambiare il modello sociale. In Italia la spesa è la più bassa d'Europa, anche se ha mille inefficienze. La vera difficoltà che abbiamo è la tantissima evasione. Ed ogni euro di evasione recuperata va usato per togliere tasse». ©RIPRODUZIONE RISERVATA