Volpedo, bimbi a casa per 3 giorni
di Fabrizio Guerrini wVOLPEDO Scuole chiuse a Volpedo fino a mercoledì, gente che è scesa in strada, crepe del terremoto del 2003 (quello di Sant'Agata Fossili) che si sono forse dilatate: poi c'è quel tonfo sordo che ogni tanto si percepisce lungo la Val Curone. Non è tutto tranquillo da queste parti. «Sembra come una talpa che dà una botta da una parte e poi spunta da un'altra»: al bar della piazza di Viguzzolo, uno dei pensionati che gioca a scopa la mette così. Lui si è svegliato di colpo l'altra sera: gli girava la testa, pensava che fosse colpa della pressione. No, era il terremoto che in Val Curone si è percepito a macchia di leopardo lungo la faglia Villarvernia-Varzi: lo hanno sentito forte in alcune zone di Viguzzolo, meno a San Sebastiano Curone , distintamente a Casalnoceto (con gente per strada) e Sarezzano. Ma è a Volpedo che la quasi emergenza, con tutte le precauzioni del caso, è seguita con più attenzione. Qui ha sede la Protezione civile Grue-Bassa Val Curone, coordinata dall'assessore Gianluca Del Latte con il controllo operativo di Alessandro Verna. Dalla notte scorsa e per tutta la mattinata di ieri la squadra ha girato per i paesi (l'elenco va completato da Castellarguidobono, Sarezzano, Villaromagnano). «Nulla di veramente grave, ma la gente è un po' in ansia»: è il primo verdetto. Ma per le vecchie scuole di Volpedo serve qualche cautela in più. Il sindaco Pio Caldone ha firmato un'ordinanza di chiusura fino a mercoledì e ha incaricato il tecnico comunale, la rivanazzanese Stefania Quaglini, di accertare che non ci siano problemi gravi. C'è aria di mobilitazione. «Ringrazio il prefetto, il maresciallo dei carabinieri, il responsabile della protezione civile provinciale, Flavio Vergagni: non ci stanno lasciando soli»: dice il sindaco, accendendo l'ennesima sigaretta. Non è tutto tranquillo. Da oggi verranno distribuiti alla popolazione volantini che spiegano cosa fare in caso di scossa disastrosa, con l'indicazione di raggiungere subito il parcheggio del cimitero, l'area d'attesa scelta dal piano d'emergenza. «Non si può sapere cosa accadrà» spiega l'assessore Del Latte. Di certo non aiutano i messaggi diffusi da qualche sconsiderato su Fb. «C'è chi scrive che è scattata la massima allerta per le prossime 48 ore – afferma Alessandro Verna – Non è vero. I terremoti non possono essere previsti, noi però siamo in stato d'allerta». Piove e c'è la nebbia. Sulla piazza di Volpedo ecco quel suono sordo: un tuono lontano che può venire da qualsia parte, forse proprio dalla terra. Lo hanno sentito in questi giorni, lo si sente ora. Sensazioni? Di certo in Val Curone si convive con questa nuova paura. Così anche a Tortona dove il sismografo non ha registrato una scossa forte, ma in un bar della città sono cadute le bottiglie dallo scaffale. Un terremoto-talpa, Giuseppe Gatti, che gestisce un chiosco di frutta-verdura sulla strada a Castellarguidobono, lo spiega bene: «Un mio amico qui vicino ha continuato a dormire, io sono quasi caduto dal letto, una bella botta».