Pass fotocopiato, pavese assolta
PAVIA Era stata rinviata a giudizio con l'accusa di avere falsificato un pass per invalidi. Ma il giudice Cesare Beretta, ieri mattina, l'ha assolta. Paola Franchioni, residente a Pavia, era difesa dall'avvocato Claudia Sclavi. Nel 2011, gli agenti della polizia locale avevano effettuato una serie di controlli sui permessi per parcheggiare. Verificando quello esposto sulla Mini Cooper della donna, si erano resi conto che non si trattava di un originale, ma di una fotocopia. A dire il vero, la scoperta non era stata istantanea. Pare che il tagliando fosse stato falsificato con una certa perizia, ricorrendo sì a una stampante a colori, ma curando anche alcuni dettagli perchè non fosse di immediata evidenza la sua falsità. L'auto era in uso a Paola Franchioni che era stata denunciata per il reato di falso. Ma la donna, da subito, si era detta estranea alla vicenda. Ieri mattina, è stato sentito come teste il figlio. E alla domanda del pubblico ministero, ha risposto: «Il permesso è stato falsificato da mio padre». L'uomo, che attualmente risiede in Kenya e che è divorziato dalla pavese, avrebbe fatto una copia del permesso, che la famiglia deteneva legittimamente per il trasporto di un disabile, e avrebbe trattenuto l'originale per sè, collocando la copia sulla Mini dell'ex moglie. Sempre rispondendo alle domande del pubblico ministero, il giovane ha riferito che il padre, all'epoca dei fatti, aveva comunque accesso alla casa dell'ex moglie e aveva, quindi, la possibilità di impossessarsi del permesso per il tempo necessario a farne una copia. Nella sua arringa, l'avvocato Sclavi ha notato tra l'altro che la donna, alla richiesta della polizia locale, consegnò spontaneamente il permesso falsificato. «Se avesse saputo della falsità – ha detto – avrebbe tergiversato in attesa di rientrare in possesso dell'originale». Al termine dell'istruttoria dibattimentale, il pm ha chiesto la condanna a due mesi. Ma il giudice ha accolto le richieste del difensore. (f.m.)