Ferrera, sogno promozione dopo 5 anni di purgatorio

FERRERA Ripartire dal Ferrera di un tempo, quello della Terza Categoria prima che la dirigenza della squadra cambiasse e il Ferrera salisse fino alla Promozione. Rivivere quei tempi di calcio amatoriale è lo scopo del Real Ferrera, società rossoblu (proprio come il Ferrera di Promozione) che gioca nella serie B del Csi di Vigevano. Alla quinta stagione in questo campionato ora gli erbognini, che giocano e si allenano in un campo loro riservato all'interno del centro sportivo "Luigi Vitto" di Ferrera, sognano la promozione in serie A. Dopo sette giornate la squadra è in testa a punteggio pieno. Ed in panchina c'è un simbolo del calcio a Ferrera: Domenico Torri, storico tecnico del Ferrera in Terza Categoria negli scorsi decenni. «Abbiamo pensato a Torri quest'estate – spiega il direttore sportivo Carlo Bisio –. Perchè è lui l'uomo giusto per farci fare il salto di qualità. Inoltre sono arrivati anche nuovi giocatori che hanno migliorato il livello della squadra. Ora speriamo di andare avanti così per riuscire a centrare la promozione in serie A. La stagione però è ancora lunga e piena di insidie. Anche se abbiamo iniziato benissimo dobbiamo stare attenti». Domani c'è il derby interno contro la Pievese, squadra di Pieve del Cairo. Gli amatori di Ferrera allenati dal simbolo Torri sono presieduti da Gianluca Milanesi il quale a sua volta nella dirigenza della squadra è aiutato da Andrea Della Torre, Rodolfo Campanini, Mirko Blasik oltre che il direttore sportivo Carlo Bisio. Obiettivi futuri? «Ora la squadra è già composta in larga parte da giocatori che abitano in paese a Ferrera, per il futuro vorremmo avere tutti giocatori del paese e far sì che la nostra società diventi un punto di riferimento per i ragazzi che vogliono fare calcio a livello amatoriale – aggiunge il ds Bisio – Inoltre vorremmo portare sempre più persone al campo quando giochiamo, i nostri compaesani ci danno una carica in più. Magari per favorire l'afflusso di pubblico organizzeremo anche delle feste a margine delle partite». Sandro Barberis