I produttori campani della mozzarella: «Vendite al collasso»
di Ferruccio Fabrizio wNAPOLI L'allarme sulle terre inquinate sale, crollano le vendite delle mozzarelle. I produttori campani rompono il silenzio e scrivono alle istituzioni. Antonio Lucisano e Domenico Raimondo, responsabili del consorzio di Tutela della mozzarella di Bufala campana Dop, chiedono «risposte e azioni immediate in relazione all'emergenza legata ai fatti inerenti la Terra dei fuochi che sta danneggiando fortemente l'intero comparto agroalimentare campano». Lo fanno con una lettera firmata anche dai vertici di Aicig (Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche) Giuseppe Liberatore e Afidop (Associazione formaggi italiani doc), indirizzata al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e all'assessore all'agricoltura Daniela Nugnes. Un documento nel quale sollecitano un incontro a Napoli con il ministro Nunzia De Girolamo alla presenza di tutte le parti coinvolte «dove ognuno si assuma le proprie responsabilità». Sottolineano «il danno che la nostra economia sta subendo e il tempo di certo non gioca a nostro favore, mentre tutto ciò non fa che accrescere lo sgomento dei consumatori con un drammatico calo delle vendite dei prodotti campani (non solo del nostro, ma di tutti), compresi quelli a Indicazione geografica, sottoposti a rigidi controlli, che rappresentano un concreto valore aggiunto, da proteggere con tutti i mezzi a disposizione». Nel mirino anche «alcuni media che continuano in un tiro al bersaglio nei confronti di un territorio già difficile e complicato, generando nel consumatore la convinzione di presunti rischi anche nei prodotti Dop e Igp campani». Sulla Terra dei fuochi, l'area divorata dai roghi di rifiuti e stretta tra 15 comuni delle province di Napoli e Caserta, l'allarme è esploso dopo anni di denunce inascoltate. Maurizio Montalto, presidente dell'Istituto italiano per gli studi e le politiche ambientali, supporto ai movimenti di protesta, teme una pianificazione della congiuntura da parte di lobby governative: «C'è una coincidenza di tempi e modalità: ad agosto il governo decide il commissariamento strutturale della Regione Campania con il "decreto del fare", norma illegittima dal punto di vista costituzionale perché contrasta con il potere della Regione e centralizza ogni decisione nel ministro dell'Ambiente su discariche, termovalorizzatori e compensazione ambientale. A ottobre escono le dichiarazioni di Schiavone e a seguire la gente chiede di intervenire. Ma il decreto ha già aperto la strada alla compensazione ambientale, significa che se i comuni affamati dal bilancio accettano i rifiuti, intascano soldi». E l'allarme contagia l'Abruzzo dove è stato effettuato un sopralluogo disposto dalla procura per capire se i clan vi hanno sepolto rifiuti tossici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA