Parigi, sospetto fermato

PARIGI Lo hanno individuato dentro un'auto, in un parcheggio di banlieue. Stava prendendo medicine in gran quantità, probabilmente per suicidarsi. Potrebbe essere finita così la fuga dell' attentatore di Parigi, con l'arresto di un uomo dalla «forte somiglianza» con l'identikit, ieri sera a Bois-Colombes, nord-ovest di Parigi. Al terzo giorno di caccia all'uomo, l'unica notizia positiva era arrivata dai risultati del Dna, che in mattinata avevano confermato che l'autore della sparatoria al quotidiano parigino Liberation, dei colpi d'arma da fuoco contro una banca alla Defense e del sequestro di un automobilista, sono la stessa persona. Ora sarà messo a confronto con quello dell'uomo fermato nel parcheggio ieri sera. Le tracce esaminate dalla scientifica provengono dai bossoli ritrovati nella sede del giornale e davanti alla sede della Societé Generale, dove l'uomo ha sparato contro una vetrata, oltre che sulla portiera della Renault dell'ostaggio sequestrato tra la Defense e gli Champs-Elysees. Nonostante i test del Dna confermino la pista di un uomo solo, fino ad oggi non si era ancora riusciti ad identificarlo. Secondo le informazioni di Liberation dopo aver sparato davanti alla sede della Societé Generale, l'attentatore è entrato con le armi nella Twingo del pensionato. È a questo punto che l'attentatore avrebbe scambiato la sua giacca con quella dell'ostaggio per modificare il suo aspetto. L'attentatore si sarebbe quindi fatto lasciare una ventina di minuti più tardi sugli degli Champs-Elysees.