Sbarra lo colpisce in testa «Dovrà pagare i danni»

di Denis Artioli wVIGEVANO Alla fine di gennaio del 2012 venne colpito alla testa da una sbarra del passaggio a livello di via Matteotti, mentre passava in bicicletta. Adesso Fer Servizi, società del gruppo Ferrovie dello Stato, gli chiede 5.786 euro di risarcimento per il danneggiamento della sbarra. I familiari del 52enne che, per il colpo subìto, venne trasportato al pronto soccorso dell'ospedale, sono allibiti. «La lettera con la richiesta di risarcimento ci è arrivata il 12 novembre: un anno e mezzo dopo l'incidente, ma ci impone un mese di tempo per pagare – spiegano –. Il nostro congiunto era finito al Pronto soccorso con un trauma cranico e un'escoriazione, ha avuto una prognosi di 15 giorni ed è stato costretto a portare un collare. Qualche tempo dopo è stato sottoposto a fisioterapia per i continui dolori al collo e alla schiena». Ma che cosa era successo? La ricostruzione effettuata subito dopo l'incidente parlava di un'auto che era transitata mentre le sbarre erano in movimento, in vista dell'arrivo di un treno. Il 52enne, che era in bicicletta vicino al passaggio a livello, sarebbe quindi stato colpito successivamente, dalla sbarra ormai divelta. Quindi, vittima dell'incidente e non causa. Ma per l'Ufficio stampa di Rete ferroviaria italiana (di cui fa parte Fer servizi) «il ciclista è passato mentre le sbarre si stavano ancora alzando e ha battuto la testa». Difficile spiegare, però, come la sbarra possa essere stata divelta con una testata. Ma perché ci è voluto un anno e mezzo prima che Fer servizi chiedesse i danni al ciclista? «Sono tempi tecnici», spiegano all'ufficio stampa. Di fatto la sbarra colpì alla testa il 52enne vigevanese che finì all'ospedale. «Noi eravamo molto preoccupati – ricordano i familiari – il nostro congiunto non tornava a casa e non avevamo sue notizie. Abbiamo saputo dopo che era in ospedale e lo stavano sottoponendo a una Tac per valutare l'entità del trauma cranico. Se la sbarra lo avesse colpito in pieno, le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi». La famiglia del ciclista colpito dalla sbarra l'anno scorso si è quindi rivolta a un legale, l'avvocato Enrico Zaccone, per avere tutela rispetto alla richiesta di risarcimento danni: «Una richiesta – spiegano i familiari – che non è nemmeno motivata nel dettaglio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA