Jahja, vita in fuga da clandestino
di Fabrizio Guerrini wLUNGAVILLA Jahja Klisejon, 23 anni, è morto da clandestino, scappando. Era la quarta volta che provava a tornare in Italia: per tre volte lo avevano fermato e rimandato al suo Paese; su di lui pesava come un macigno il provvedimento di espulsione. Jasha, insomma, lo sapeva bene di essere uno costretto a fuggire quando, l'altro pomeriggio, sul Milano-Albenga, ha visto avvicinarsi gli agenti della Polfer . Controllo di rito, nel rispetto delle leggi e delle persona visto che i due agenti hanno concesso all'uomo di recarsi in bagno. La tragedia si è consumata in poche sequenze. Il treno era in corsa, ma stava rallentando nel tratto tra Castelletto e la stazione di Lungavilla. Jasha ha fatto i suoi calcoli: meglio provarci o finire arrestato e rimpatriato? La voglia di andarsene altrove, ha prevalso. Jasha ha così sfondato il finestrino della «ritirata» e si è buttato dal treno. E' morto sul colpo, da clandestino in fuga. Ieri pomeriggio dal milaese alcuni parenti sono venuti a Voghera per il riconoscimento. Anche tra i pendolari l'assurda morte del 23enne di origine albanese ha suscitato sgomento. «Mi è stato riferito qualche dettaglio da amici che viaggiano verso Voghera – dice Armando Accardo, portavoce del Coordinamento provinciale pendolari pavesi –. E' una notizia tragica, che lascia sbigottiti e dispiaciuti». Una notizia che, al di là del caso specifico, porta a riflettere su una situazione che chi viaggia quotidianamente in treno denuncia da tempo. «Soprattutto da un anno a questa parte i controlli a bordo dei convogli ci sembrano diminuiti – continua Accardo –. E questo può generare il messaggio sbagliato che si può viaggiare gratis». «Non voglio entrare nel merito di questa vicenda, che come ripeto è una tragedia – dice ancora il portavoce dei pendolari pavesi –. Quello che posso dire però è che, anche se in questi giorni abbiamo notato qualche controllo in più, la scarsa presenza attiva dei controllori che vanno avanti e indietro sulle carrozze può generare, oltre che una perdita economica per l'azienda, anche una situazione di insicurezza per i passeggeri». I pendolari suggeriscono di cambiare sistema per verificare se tutti i passeggeri sono provvisti di biglietto, magari «controllando ad ogni fermata». Quello che è certo, però, è che i viaggiatori abusivi costano caro alle società di trasporto: secondo alcune stime infatti la percentuale di chi viaggia senza biglietto sarebbe intorno al 15 per cento. Un dato comunque in calo rispetto al 20 per cento dell'anno scorso. Qualche tempo fa Trenord ha organizzato una speciale task force sulla linea Milano-Lecco, che insieme alla Milano-Mortara e alla Milano-Bergamo è una delle tratte dove il fenomeno degli evasori è molto alto, ed è arrivato a sfiorare il 90 per cento. Sfidando insulti, provocazioni e sfottò, la squadra antievasione di Trenord ha smascherato molti irregolari. Ma tra loro c'è chi muore, da uomo in fuga. (ha collaborato Gabriele Conta)