Arfea, tagli ai bus e stop integrativo
di Anna Ghezzi wPAVIA Costi in crescita e sempre meno soldi da Provincia e Regione per pagare il trasporto pubblico locale, e così Arfea dichiara che nel 2014 taglierà le corse in tutta la zona servita, da Torino a Milano passando per l'Alessandrino, la Lomellina, l'Oltrepo e Pavia. Di quanto non si sa, perché la Provincia di Pavia non ha ancora reso note le risorse che metterà a disposizione per il capitolo trasporto pubblico locale, ma si vociferava di un taglio da almeno mezzo milione. Un segnale positivo, però, arriva dal presidente Daniele Bosone, che all'assemblea generale di Confindustria ha affermato che nel bilancio sarebbero stati trovati 500mila euro mancanti per evitare i tagli. In ogni caso l'azienda disdetterà a breve l'integrativo, ovvero il contratto territoriale di secondo livello per tutti e 240 i lavoratori: «Vista la situazione incerta – spiegano dall'azienda – non è più possibile mantenere trattamenti diversi dei lavoratori in ogni area geografica. Solo in Oltrepo sono presenti sei contratti diversi». Con le conseguenti difficoltà gestionali. Ad Alessandria i vertici della società, assistita dall'associazione di categoria Confapi, hanno incontrato le organizzazioni sindacali: «Durante l'incontro é stata illustrata la drammatica realtà attuale del Trasporto pubblico locale, cominciata in Provincia di Alessandria con l'imposizione dei primi tagli ai servizi di linea nel 2011. L'attuazione delle delibere regionali da parte delle Province – prosegue l'azienda – ha generato tagli chilometrici che hanno superato il 15% in quattro anni e non si può pensare che quanto accade in una zona non abbia conseguenze sull'intera azienda. Oggi la situazione è decisamente più articolata e difficile e si annunciano altri tagli sia nel Pavese che nell'Alessandrino». Finora la Provincia di Pavia ha versato ad Arfea contributi per circa tre milioni di euro annui. Ma nelle previsioni 2014 dell'azienda, che ancora non ha avuto comunicazioni ufficiali da Piazza Italia, sono previste ulteriori riduzioni degli affidamenti di chilometri da parte delle Province e dei Comuni,clienti pubblici di Arfea, a fronte di costi in salita. «Il sostanziale disimpegno pubblico genera condizioni sopportabili esclusivamente con una sensibile riduzione delle spese – spiega Arfea – senza commesse il sistema diventerebbe troppo fragile. Occorre invece cercare la soddisfazione dei clienti e promuovere l'uso dell'autobus; Arfea vuole continuare in un mercato apert: i tagli fanno parte di un piano per far fronte ai cambiamenti a livello amministrativo e sopravvivere».