in breve
calcio /1 Thohir: «Inter in finale di Champions 2016» Prime vere giornate milanese per Erik Thohir, il magnate indonesiano proprietario del 75% dell'Inter. «Il presidente ha dettato le linee guida su come vuole sia strutturato il nostro club e quindi da oggi lavoriamo», ha detto Marco Branca, direttore dell'area tecnica. Più esplicito il ds Ausilio: «Arrivare in finale di Champions nel 2016 può essere un lasso di tempo logico, l'obiettivo di una grande squadra deve essere lottare fino alla fine ed essere sempre competitivi». calcio /2 Milan , presto Kakà sarà capitano Considerato già da qualche tempo il capitano in pectore nello spogliatoio del Milan, Kakà sabato potrebbe esercitare la sua leadership con tanto di fascia. Il capitano titolare, Montolivo, è infatti squalificato e anche se Abbiati è il vicecapitano con più presenze, molto probabilmente toccherà al brasiliano quel ruolo formale che di fatto i compagni gli hanno riconosciuto per la professionalità e il carisma con cui sta affrontando la sua seconda vita rossonera. tennis Schiavone sale (1 gradino) nel ranking Francesca Schiavone sale dal 40mo al 39mo posto e sorpassa Karin Knapp. Invariate le posizioni di Sara Errani (7), Roberta Vinci (14), Flavia Pennetta (31) e Camila Giorgi (96). Nel ranking del doppio, la coppia Errani/Vinci si conferma, per l'ennesima settimana, regina del tennis mondiale. Nel singolare Serena Williams si conferma la numero 1, seguita dalla Victoria Azarenka. Tra gli uomini sempre primo Nadal, seguonoDjokovic, Ferrer e Murray. Fognini è 16mo, Seppi 25, Volandri 70. Equitazione Ieri l'addio a Raimondo D'Inzeo Una folla commossa ha salutato Raimondo D'Inzeo, campione olimpico di equitazione a Roma 1960. I funerali del «più grande dei cavalieri», scomparso a 88 anni, non potevano non essere officiati nel maneggio piccolo della Caserma Salvo D'Acquisto di Roma, sede del 4/o Reggimento dei Carabinieri a Cavallo di cui D'Inzeo è stato anche presidente onorario. ciclismo Armstrong ora accusa i vertici dell'Uci Giura di non volere più mentire, né coprire chi per anni lo ha aiutato a farla franca: con le sue ultime rivelazioni Lance Armstrong alza il tiro e accusa l'ex presidente dell'Uci Hein Verbruggen di complicità. In particolare «durante il Tour del 1999 - dice il ciclista texano - risultai positivo ad un test e lui era tra le persone che mi permisero di portare a termine la corsa». I nuovi vertici dell'Uci fanno capire che se Armstrong collabora potrebbero diminuire (a otto anni) la squalifica.