Violenza sulle donne Già 200 richieste di aiuto
di Marianna Bruschi wPAVIA Duecento donne dall'inizio dell'anno si sono rivolte al centro anti violenza di Pavia. Dati che offrono uno sguardo allargato su tutta la provincia. «Numeri che aumentano di anno in anno», sottolineano dalla sede dell'associazione in corso Garibaldi. Il 25 novembre Pavia aderisce alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una maratona di parole e scarpe rosse incorso Garibaldi, simbolo del femminicidio. «E' importante che se ne parli, non solo in queste giornate ma quotidianamente – sottolinea l'assessore alle pari opportunità Cristina Niutta – Si sta ampliando la rete che aderisce al protocollo per individuare strategie condivise, ora tutti i soggetti che si occupano di questo tema sono coinvolti». Al centro anti violenza di Pavia lo scorso anno le donne che avevano chiesto aiuto erano state 296. «Donne italiane e migranti – spiega Paola Tavazzi – che hanno subito violenza psicologica, fisica, sessuale ed economica. Quando si accoglie una donna non c'è un solo tipo di violenza. Spesso si crea un legame così forte che insieme alla violenza fisica si esplica anche quella psicologica ed economica». Botte, lividi, insulti, rapporti sessuali non consenzienti. Ma anche l'impossibilità di vivere a pieno, liberamente. «Quando si parla di violenza economica si fa riferimento a molti aspetti della vita quotidiana – spiega Paola Tavazzi – si può privare una donna del sostentamento economico, controllarla nelle spese quotidiane, ma anche in qualche modo imporle una sorta di controllo giornaliero, che significa non permettere l'accesso al conto corrente, non permettere di verificare il pagamento delle bollette o del mutuo. Insomma escluderla, impedirle di partecipare alla vita quotidiana che è fatta anche di gestione dei soldi». C'è ancora paura a denunciare, c'è ancora il dubbio nel definirsi vittime. «Molte donne quando parlano con noi ci chiedono se quello che stanno subendo è violenza – spiega Paola Tavazzi – ed è difficile dare una stima del sommerso, che però c'è». Per 200 donne che hanno chiesto assistenza difficile dunque dire quante altre soffrono senza raccontare il loro dolore. «Va anche detto che chi si rivolge a noi arriva da maltrattamenti che durano da molto tempo – spiegano ancora dal Centro – e non chi subisce violenza da periodi più brevi». Dare voce a chi soffre è uno degli obiettivi al centro della giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ma anche per ricordare chi non c'è più: quelle 203 donne assassinate da gennaio a settembre di quest'anno. Per questo anche a Pavia ci sarà un momento simbolico con le scarpe rosse lungo corso Garibaldi. Una manifestazione diventata simbolo del femminicidio, per ricordare chi è stato strappato alla vita da un compagno, un fidanzato, un marito, ma anche per diventare custodi di queste vite strappate. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA