Cile, Camila sbarca in Parlamento

SANTIAGO DEL CILE Dal furore delle piazze al più prosaico lavoro di deputato in Parlamento: Camila Vallejo, la bella venticinquenne cilena che diventò famosa in tutto il mondo due anni fa, simbolo della protesta studentesca, è entrata in una nuova fase della sua carriera politica, dopo essere stata eletta domenica nel quartiere di La Florida, a sud dell'area metropolitana di Santiago, con il 43,66% dei voti. Come lei, altri ex leader degli studenti, che si sono laureati ma hanno continuato a militare in gruppi della sinistra cilena, sono stati eletti nelle politiche per rinnovare la Camera e metà del Senato: Karol Cariola - come Vallejo, candidata dal Partito Comunista - Giorgio Jackson e Gabriel Boric. Hanno tutti meno di 30 anni e un passato di militanza alle spalle, ma le loro scelte politiche sono diverse: Vallejo e Cariola sono state elette in liste che appoggiavano la candidatura della socialista Michelle Bachelet, mentre Boric e Jackson si sono presentati come candidati indipendenti, lasciando in chiaro che condividono solo alcuni punti programmatici con la Nuova Maggioranza, la coalizione di centrosinistra capeggiata da Bachelet. Ex studente di geografia, occhi verdi e piercing al naso, lo scorso 6 ottobre Camila è diventata anche mamma ed è andata a votare con la piccola Adela in braccio. Sulla scelta di sostenere la Bachelet ha confessato che «non è stata facile». Anche perché nel gennaio dell'anno scorso aveva dichiarato in un'intervista, che non sarebbe mai stata disposta «a fare campagna per Bachelet o a chiedere ai giovani che votino per lei, perché non ho nessuna certezza che il suo programma rappresenti le idee del movimento studentesco». Chi la critica sostiene che Camila si sia spostata a destra, ma è anche vero che Bachelet non solo si è spostata a sinistra - allargando ai comunisti la coalizione di socialisti e democristiani della Concertazione - ma ha anche fatto della dell'istruzione gratis dall'asilo all'università uno dei cavalli di battaglia che l'ha portata alla vittoria nel primo turno delle presidenziali, piazzandosi anche come favorita al ballottaggio del prossimo 15 dicembre. È anche vero che Vallejo, figlia di militanti comunisti, ha sempre dimostrato di avere una certa autonomia nelle sue posizioni: ha duramente criticato il partito per l'invio di un messaggio formale di cordoglio dopo la morte di Kim Jong Il, ad esempio. Autonomia che secondo alcuni è la conseguenza di un carattere riservato e introverso, molto lontano in realtà dall'immagine della "pasionaria" da barricata che l'ha resa famosa in tutto il mondo. Con lo sbarco in Parlamento, è arrivata l'ora della maturità politica di Camila e di tutta una generazione di cileni che non hanno mai conosciuto la dittatura di Pinochet.