Tares e Imu, a Sannazzaro nessun rinvio
SANNAZZARO Mesi pesanti, questi ultimi due del 2013. I sannazzaresi si apprestano agli esborsi abituali di fine anno (bolli auto, abbonamento tivù, anticipo Irpef) e a quelli "revisionati" di fresco come Tares e Imu, impegni che il comune non intende rinviare al nuovo anno, al contrario di quanto hanno fatto Gropello e Dorno. Pagamenti regolari, quindi, tra novembre e dicembre. Il piano finanziario stimato della Tares è di 917mila euro (riguarda la raccolta e smaltimento dei rifiuti, piazzola ecologica, spazzatura manuale e meccanizzata delle strade); solo l' 82% dei contribuenti ha sinora versato le due rate (pari all' 80% di quanto pagato nel 2012 di nettezza urbana) ed ora è in arrivo il saldo che prevede la revisione dei nuovi standard sulle tipologie di utenti (negozi di frutta e verdura, bar e ristoranti sono quelli che pagano di più) e i 30 centesimi a metro quadrato che saranno dirottati direttamente a Roma. «Sono in distribuzione le lettere di saldo della Tares– dice l'assessore al bilancio Pierangelo Fazzini – e si pagherà con un'unica cartella anche se una parte andrà al comune, l'altra allo Stato. Il comune incasserà 927mila euro, lo Stato oltre 200mila. La somma di cui siamo creditori è più alta del passato: siamo passati dal 12% medio di morosi degli anni passati al 18% odierno. Segno dei tempi, ma anche dalla possibilità data all'utente di pagare entro fine anno l'intero onere dovuto. Tireremo le somme solo dopo la fine dell'anno». Sarà anche tempo di Imu, da onorare entro il 16 dicembre con il saldo finale dopo la prima rata di giugno. Per dipanare ogni dubbio il comune aprirà uno sportello informativo e di consulenza diretto al pubblico. L'assessore Fazzini conferma le cifre a bilancio previste ma preannuncia una pesante azione di accertamenti per i casi ritenuti "dubbi". Così l'assessore: «L'Imu viene calcolata in autocertificazione. Non mancano pertanto gli errori. Secondo i nostri calcoli, dovrebbero essere incassati un milione e 63mila euro e, nel caso della prima rata, si sono già riscontrate vistose discordanze sulle aree produttive e quelle edificabili». Gli accertamenti? «Abbiamo in atto un centinaio di accertamenti" – dice Fazzini – motivati dalla differenza registrata tra i mancati incassi e le nostre previsioni. Imu pesa molto sulle aree fabbricabili che, data la crisi edilizia, rappresentano autentici capitali in stallo e ad alto costo. Ce ne rendiamo conto, ma la situazione è oggi ben peggiore anche per le casse comunali rispetto a qualche anno fa». Paolo Calvi