IL PASSATO COME PUNTO DI PARTENZA

di STEFANO TAMBURINI L'insegnamento viene da lontano, qualche secolo prima di Cristo. Il filosofo cinese Confucio ci regalò qualcosa di indelebile e incontestabile, pensieri scolpiti che hanno influenzato molto di ciò che è arrivato dopo. Quel che oggi potremmo definire un suo tweet antelitteram – «Studia il passato se vuoi prevedere il futuro» – è alla base di questo e di un altro supplemento che troverete in omaggio con il giornale fra una settimana. Due inserti dal titolo "150 passi nel futuro" che in realtà partono da 150 anni addietro, regalandovi altrettanti avvenimenti – uno per ogni anno, 75 in questo inserto, 75 nel prossimo – per descrivere l'evoluzione del mondo con particolare attenzione per casa nostra. Partiamo da lontano per cercare di capire – proprio come vorrebbe Confucio – quel che ci aspetta. Non abbiamo la pretesa di arrivare per forza ai prossimi 150 anni, anche perché la crescita fin qui è stata esponenziale e si presume possa continuare a esserlo, anzi quasi certamente la velocità di crescita sarà ancora più alta. Inoltre, non sempre quel che viene dopo è progresso – lo disse un certo Alessandro Manzoni – ma è innegabile che non ci si possa rifiutare di confrontarsi con quel che di nuovo ci si parerà di fronte. Questo e il prossimo inserto vogliono regalarvi, dunque, opportunità di riflessione sul cammino già fatto e su quel che resta da fare. Cerchiamo di approfondire una serie di argomenti molto importanti nella vita di tutti i giorni, dal cibo al meteo, dalla moneta al telefonino, dalla moda all'energia, dalla casa alla sanità. Questo e molto altro, comprese due questioni fondamentali nella corsa verso il futuro: la connettività, la capacità di renderci tutti quanti collegati al resto del mondo (con l'Italia colpevolmente in ritardo) e la sicurezza e segretezza dei nostri movimenti, elettronici e non. Da sempre tutti hanno spiato e controspiato tutti; è però sorprendente sapere che gli americani oggi ascoltano le telefonate della Merkel, un alleato. E, soprattutto, che gli stessi abbiano messo in piedi una colossale operazione di controllo delle telefonate di mezzo mondo, anche degli amici. Altri tempi rispetto a quando Benjamin Franklin, padre fondatore degli Stati Uniti d'America, disse: «Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza». Parole sante, purtroppo scolpite nel vento che a un certo punto ha cominciato a soffiare verso il peggio. @s__tamburini ©RIPRODUZIONE RISERVATA