Scolari non teme rivali: «Il Brasile sarà campione»
MIAMI (Usa) Più che una partita «è sembrata una riunione di Ufc, forse perché l'Honduras aveva inviato una selezione di campioni di lotta e arti marziali». La battuta è stata del ct Luiz Felipe Scolari, e Neymar, letteralmente martirizzato dai difensori avversari, l'ha immediatamente fatta sua. Stavolta non ha interpretato il ruolo del «cade cade», come lo chiamano in patria i suoi detrattori, e ora anche qualcuno in Spagna. Le botte ci sono state davvero, ma alla fine il Brasile ha passeggiato ugualmente, imponendosi per 5-0 davanti ai 71.600 spettatori del Sun Life Stadium, nuovo record di affluenza ad un evento calcistico in Florida. Le reti le hanno segnate Bernard, Dante, Maicon, Willian e Hulk, e c'è anche l'esordio assoluto dell'ex romanista Marquinhos, entrato a match in corso al posto di David Luiz: ora che ha vestito l'amarelinha, il ragazzo ha già messo da parte il proposito di rispondere affermativamente alla chiamata del Portogallo, che di recente lo aveva sondato. Nelle prossime ore il Brasile volerà a Toronto, dove giocherà contro il Cile dello scatenato Alexis Sanchez, intanto Scolari ha messo da parte la prudenza e scaccia la paura di un nuovo "Maracanazo", ovvero l'incubo del 1950, quando la Selecao perse in casa contro l'Uruguay consegnando alla Celeste la Coppa Rimet e il titolo mondiale. «Il Brasile non ha addosso la pressione di dover vincere - ha spiegato Felipao -, semplicemente perché l'anno prossimo il Brasile sarà campione. Non ho dubbi, perché se ne avessi non avrei accettato di tornare a guidare la Selecao. Credo al 100% che il Brasile vincerà il Mondiale del prossimo anno: la nostra squadra deve essere collocata sullo stesso livello delle migliori nazionali che verranno qui a giocare e ad affrontarci». Poi anche Scolari non ha potuto fare a meno di sottolineare la quantità di falli subita da Neymar. «Otto su dieci erano sul nostro numero 10 - ha detto il ct -, e in tutte le partite è sempre la stessa storia. Si sta esagerando».