Thohir, obiettivo Champions nel 2016
«Triste ma non preoccupato»: cosí si sente in questi giorni Leo Messi, infortunatosi qualche giorno fa, terzo infortunio muscolare dall'inizio dell'anno. «Sono triste perché non me lo aspettavo», sottolinea la Pulce in un'intervista al quotidiano argentino Olé, nella quale precisa di sentire d'altra parte anche «rabbia perché si tratta di un infortunio capitato proprio dopo un altro». «Ma, e lo dico sul serio, non sono preoccupato, questo infortunio è successo perché doveva succedere. Non c'è niente di strano dietro nè niente da cercare», assicura ancora il goleador del Barcellona e dell'Argentina, proprio mentre alcuni media locali ricordano i 10 anni dal debutto nel club catalano della Pulce, il 16 novembre 2003: «aveva 16 anni e 145 giorni ed entró in campo dopo il via libera dell'allora allenatore, l'olandese Frank Rijkaard». «Si dicono tante cose senza sapere... s'inventa tanto, mangio quello di sempre, faccio le cose di sempre. E avevo iniziato la stagione con il mio peso ideale», prosegue Messi, sottolineando che nella sua vita non ci saranno «cambiamenti: e d'altronde, in questi anni mi è andata bene così...». Circa cosa intende fare per riprendersi, e se verrà qualche giorno a Buenos Aires in questo periodo, Messi sottolinea di voler «dire la verità: non so se andró in Argentina. Ce ne stiamo occupando. Il piano è quello di tornare a giocare quando i fisico sarà ok». Messi non dimentica un commento in merito alla crescente preoccupazione dei tifosi argentini, che da una parte lo vedono fuori dal campo, a Buenos Aires e a Barcellona, mentre dall'altra i mondiali in Brasile sono ormai dietro l'angolo. «Non bisogna esagerare, anche se è positivo che la gente si preoccupi, è il modo di manifestare il loro apprezzamento». MILANO «Credo che se una persona vuole farcela nella vita deve lavorare duro e avere obiettivi. Vedo tutte queste cose in Mazzarri e ringrazio Moratti per averlo scelto. Nel 2016 ci sarà la finale di Champions a Milano e penso che ci torneremo presto, non so se per vincerla, ma lo faremo». Lo ha detto Erick Thohir, nuovo presidente dell'Inter, in un'intervista rilasciata a Che tempo che fa, il programma di RaiTre condotto da Fabio Fazio. Il magnate indonesiano ha precisato che «non mi sarà possibile esserci ad ogni partita ma le guarderò e sarò un tifoso a distanza. Dal 28 novembre al 2 dicembre sarò a Milano e porterò la mia famiglia per visitare la città». Thohir ha parlato anche dell'ex presidente, ora presidente onorario: «Quello che ha fatto Moratti negli ultimi 18 anni non riuscirò mai a farlo io. Dobbiamo fare in modo che ci siano risultati regolari nel tempo. Nei prossimi 10 anni ci sono solo 10 squadre di cui si ricorderà la gente, l'Inter deve essere tra quelle - ha sottolineato il neo leader nerazzurro -. Adesso la squadra si trova in una situazione non ottima, io e Moratti vogliamo costruire un'Inter ancora più forte. A quando il primo scudetto? Lasciamo che sia Dio a decidere», ha concluso il presidente. Di Thohir ha parlato Valentino Rossi, super tifoso nerazzurro, ieri in campo a Parma per la partita in ricordo di Marco Simoncelli: «So che mi ha mandato un sms e che è un mio tifoso, cercherò di parlarci il prima possibile. È molto strano non vedere più Moratti, una novità, ma speriamo che Thohir voglia bene all'Inter e che faccia le cose giuste. Se vado a prendere io Messi? Se volete ci provo», sorride Rossi. Intanto Massimo Moratti ha dichiarato che non crede di «essere una figura troppo ingombrante, credo di aver proprio trovato una posizione, che gentilmente loro mi hanno offerto, che non credo proprio sia ingrombrante e non si è mai ingombranti per il fatto che poi si seguono i risultati della squadra. E se va bene sarà felicissimo Thohir, sarò felicissimo io e lo saranno i tifosi della nuova gestione». Moratti era sabato alla prima uscita ufficiale da presidente onorario dell'Inter e come tale ha accompagnato il suo successore Erick Thohir, i suoi soci Rosan Roeslani e Handy Soetedjo all'incontro col sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. «C'è stato un atteggiamento sinceramente molto bello e amichevole da parte del sindaco e questo è stato molto apprezzato - racconta Moratti - Dall'altra parte pure, c'è stata l'intenzione da parte di Thohir e dei suoi soci di vedere Milano non solo sotto il profilo dell'Inter, che è la cosa più importante naturalmente, ma anche sotto il profilo di un'amicizia fra i due Paesi e fra le due città che può portare anche ad altre cose interessanti. È questo è quello che interessa di più a noi come italiani e a loro come investitori». Del nuovo stadio non si è parlato, «non è un argomento che è stato trattato». A chi gli chiede se abbia ricevuto qualche messaggio speciale da parte di altri presidenti, replica che «non possono avermi fatto particolarmente piacere perché non ne ho ricevuti. Magari ne ho nel telefono e non ho avuto modo di leggerli». Sabato i tifosi alla Pinetina manifestavano fiducia in Thohir e riconoscenza in Moratti. «Per questo dico che il nostri tifosi sono intelligenti» commenta l'ormai ex proprietario nerazzurro.