Prandelli si toglie qualche sassolino

di Andrea Gabbi Vincere un'amichevole, magari concedendo anche un po' di spettacolo al pubblico londinese. Fare passi avanti. Cesare Prandelli ha messo il mirino sulla Nigeria, ma non ha risparmiato un paio di frecciate a chi gli ha messo i bastoni tra le ruote non concedendogli la possibilità di effettuare stage. Quella di stasera è una partita fondamentale, se non altro perché si tratta del penultimo appuntamento ufficiale prima del torneo brasiliano (il 5 marzo la nazionale sfiderà la Spagna). Dopo il pari con la Germania nel test di lusso a San Siro il viaggio in quel di Londra, a Craven Cottage. Chiudere con un sorriso l'anno azzurro non sarebbe una cattiva idea. Veleno. Il tecnico di Orzinuovi ha smesso di lottare contro i mulini a vento. Bocciata la sua proposta di un periodo utile agli stage, non gli resta che concentrarsi sulle amichevoli. Anche queste però scarseggiano visto il calendario denso di appuntamenti dei club: «Faccio tanti esperimenti perché ho poco tempo. Gli stage? Non averli avuti a disposizione non è più un problema, ma un semplice dato di fatto. Certo, se ci fossero stati non avrei dovuto chiamare tanti giocatori e non saremmo incappati in certe figuracce, almeno nei risultati. Il problema non sono gli allenatori ma il calendario e i dirigenti. Ora tutti pensano al campionato, poi al Mondiale saranno tutti tifosissimi. Mi piacerebbe più entusiasmo ora». Parole chiare: Prandelli vorrebbe un sostegno vero, tangibile nei confronti di una Nazionale che torna utile solo quando c'è in palio un Mondiale o un Europeo. Non lo dice, ma questo è uno dei principali motivi per cui dopo l'esperienza in Brasile lascerà l'incarico ct: «In questo momento la testa è rivolta a come amalgamare la squadra – taglia corto –. Avremo tempo per parlare del futuro» C'è voglia di Rossi. In campo ci sarà qualche volto nuovo. C'è grande attesa per vedere all'opera la "strana coppia" formata da Mario Balotelli e Giuseppe Rossi. Il primo si è mosso bene contro la Germania, ma non ha trovato la giusta sintonia con Pablo Osvaldo. Il secondo sta volando con la Fiorentina e al momento sembra essere l'uomo giusto per spalleggiare SuperMario. «Sui moduli ho idee abbastanza chiare – commenta Prandelli – ora vediamo qual è la seconda punta giusta. Rossi è pronto, se starà bene sarà titolare. È un giocatore capace di giocare sia come prima sia come seconda punta, si sa adattare e dettare i tempi». Parole al miele per un attaccante che può far svoltare l'intera squadra. Prove libere. Rossi però non sarà l'unico volto nuovo. Ranocchia e Pasqual scalpitano per un posto in difesa con Ogbonna che farà rifiatare Barzagli, già tornato a casa. A centrocampo tutto ruoterà intorno a Daniele De Rossi e Riccardo Montolivo. Si rivede anche Emanuele Giaccherini. In porta ci sarà Salvatore Sirigu che prenderà il posto di Buffon: «Per me Gigi resta un mito – commenta il numero 1 del Psg – ed è un onore essere in Nazionale con lui. Io e Marchetti sappiamo che è lui il titolare». Avversario ostico. La Nigeria non fa paura, ma sicuramente rappresenta un banco di prova da non sottovalutare. Le Super Aquile sono sicure dell'accesso al tabellone finale del Mondiale e lo scorso giugno hanno partecipato alla Confederation Cup uscendo di scena nel girone eliminatorio. Gente come Victor Moses e l'ex Inter Victor Obinna va presa con le pinze: «Hanno almeno 10 giocatori che giocano in Europa – dice il ct Prandelli – mi aspetto un avversario molto forte soprattutto sul piano fisico. Se la Nigeria arriverà al Mondiale con una buona forma fisica, potrà sicuramente fare la sua parte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA