Renzi conferma il sostegno al governo Letta

ROMA «Se Letta dice ho bisogno di 18 mesi per fare delle cose io dico va bene, ma facciamole: non c'è nessun disegno segreto di Renzi per abbattere il governo». Mentre nel Pd va in onda la guerra dei dati tra i comitati elettorali Matteo Renzi torna da in Tv da Fabio Fazio e parla già da vincitore. Oggi avremo il dato finale di come hanno votato gli iscritti nei circoli democratici. Ieri, manco a dirlo, il comitato di Renzi e quello di Cuperlo hanno diffuso tabelle opposte. Sul blog del sindaco è stato diffuso il dato relativo a 162mila voti scrutinati secondo il quale Renzi sarebbe al 46,1%, Cuperlo al 38,3, Civati al 10,4 e Pittella al 5,2. I dati di Cuperlo,relativi a 132mila iscritti, danno vicente Cuperlo al 43,9%, Renzi al 42,1, Civati al 10.8 e Pittella al 3,3. In attesa della «verità» sulla prima conta per le primarie dell'8 dicembre in tv il sindaco rottamatore rilancia tutti i temi della sua «scalata» al Pd. E, dopo aver ribadito la richiesta delle dimissioni della Cancellieri, prova a chiudere i conti con Massimo D'Alema. «E' la prima volta da 20 anni che D'Alema perde un congresso, c'era un suo disegno che diceva Renzi vince le primarie ma nei segretari di circolo e tra gli iscritti non ce la fa: D'Alema pensa che se vinciamo noi distruggiamo la sinistra dimenticando che l'hanno distrutta loro». «Sono contento di aver già preso i voti di quelli del Pd che non era così scontato perché il clima di disaffezione è grande», ammette.Nel 2014 il segretario del Pd e il premier andranno d'accordo, giura Renzi. «Saranno due persone distinte, ma se ci saranno cose da fare andranno fatte». Ma se davvero toccherà a lui guidare il partito Renzi conferma tutte le riforme che ha promesso fin qui. «Bisogna ridurre il numero di parlamentari e per farlo si dovrà abolire il Senato e trasformarlo in una camera delle autonomie, bisogna dividere per due il numero dei parlamentari per moltiplicare per due biblioteche comunali e asili». L'ex rottamatore ne ha anche per Grillo e per l'ex Pdl. «Più Grillo urla più è il segno del suo fallimento, a parte quella che crede alle sirene e a quello che ha i microchips in testa, che hanno fatto i Cinque stelle? Immagini una senatrice che ha le sirene in testa, che dice io credo alle sirene: io a Firenze la porterei alla Asl», assicura. Quanto alla scissione del Pdl il sindaco avverte: «E' a tempo determinato, si lasciano oggi per rimettersi insieme domani, come Ridge e Brooke, una coalizione self service».