«Pavia sta con Berlusconi» Con Alfano solo Melazzini

di Linda Lucini wPAVIA Aria mesta per la rottura con le colombe di Angelino Alfano, ma poi Pavia sta con Silvio e con la sua nuova Forza Italia. Solo Mario Melazzini al momento si stacca dal gruppo e aderisce al Nuovo Centro Destra. Anche dopo la rottura conclamata, a Pavia tutti sono convinti che non sia ancora finita: «Ci sono 3 o 4 appartamenti, ma il condominio resta uno», dice l'ex consigliere regionale Vittorio Pesato che ieri era a Roma a sancire il passaggio tra Pdl e il ritorno a Forza Italia insieme al sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, al segretario cittadino Graziano Leonardelli, al consigliere provinciale Felice Novazzi e al sindaco di Cassolnovo Alessandro Ramponi. Mancava l'assessore regionale Mario Melazzini, uno dei pochi ex Pdl pavesi a non aver sottoscritto il documento a sostegno al cavaliere che, ieri era sì a Roma, ma per confermare lo strappo con Berlusconi aderendo al Nuovo Centro Destra. «Ora si è fatta chiarezza rispetto all'elettorato – aggiunge Pesato – E' un po' come se fossero state sancite le correnti, ma poi il cartello elettorale ci vedrà ancora uniti. Quanto può durare ancora il governo delle larghe intese? Tutto prelude ad elezioni in primavera, ma ora il cerino è in mano al Pd». «Questa scissione lascia parecchie perplessità – aggiunge Carlo Alberto Belloni, presidente della Sabrom – Siamo separati in casa, ancora lontani dal divorzio. Lo vedremo alla vigilia delle prossime elezioni. Per il resto noi andiamo avanti a lavorare sul territorio: mercoledì avremo un incontro al circolo Agorà (ore 18) con tutti i sindaci sui consorzi di bonifica» «Ho sempre detto che le lotte si fanno all'interno del partito e resto su questa linea – dice il sindaco Alessandro Cattaneo – Non nascondo l'amarezza perchè una divisione indebolisce un po' tutti. Chiamarli traditori? Assolutamente no, hanno solo fatto una scelta diversa. Ora tocca al buon senso e poi vedremo. Anche se credo si tratti di una fase ancora transitoria». Si fa da parte Giovanni Alpeggiani: «Qui o si fa un partito strutturato o non si riesce a rispondere alle esigenze di questo tempo», ma poi aggiunge sibillino: «Ho sviluppato una sincere amicizia con Mario Melazzini per cui mi tengo l'amicizia e guardo la politica da lontano. L'unica vera proposta politica penso si quella di avere un programma aternativo con un'identità politica. Attendiamo». Il lomellino Ruggero Invernizzi si dice dispiaciuto per la rottura: «Insieme sarebbe stato ben diverso. Questo centrodestra è stato voluto da Berlusconi e tutti coloro che hanno percorso una strada diversa devono comunque dire grazie a lui. Ora vedremo cosa sapranno fare da soli. Fondare un club Forza Silvio? Non ne abbiamo bisogno per ora, abbiamo già l'associazione Agorà». «Io avevo fondato un club Forza Italia, potrei anche farne un altro – dice il coordinatore provinciale Giampiero Pacinotti – Non giudico in maniera severa le colombe, penso che si sono fatte strade diverse. Temo però che per Alfano restino solo le briciole senza un leader come Berlusconi». Il sindaco di Rivanazzano Romano Ferrari dice di aver già in programma una riunione: «Ci ritroveremo lunedì o martedì per vedere come affrontare al meglio la situazione».