Cantate sacre di Bach per l'ensemble Demetrio

PAVIA E' dedicato a Bach, Telemann e Vivaldi il nuovo concerto della rassegna "Musica in Università" programmato per martedì sera nella chiesa di San Luca in corso Garibaldi (ore 21.15, ingresso libero). Di scena, per questo secondo appuntamento della sezione di musica sacra, una delle realtà cittadine più vivaci e interessanti, l'ensemble Il Demetrio diretto da Maurizio Schiavo (in questa occasione anche violista). Il programma annuncia in apertura l'Ouverture in re maggiore per tromba e archi di Telemann (solista Jonathan Pia), una pagina piacevole e accattivante che presenta una luminosa introduzione seguita da sette brevi danze. Ben altro clima espressivo si respira nella seconda pagina, la cantata di Bach "Ich habe genug", una delle sue più celebri (basso Davide Rocca, oboe Aviad Gershoni). Scritta a Lipsia, fu eseguita per la prima volta il 2 febbraio 1727 in occasione della festa della purificazione di Maria. Il testo commenta un brano del Vangelo di Luca (la presentazione di Gesù al tempio) invitando il fedele a immedesimarsi nel pio Simeone, che al termine della lunga attesa messianica si considera appagato per avere finalmente incontrato il Salvatore e si dichiara felice di morire. La morte è presentata come compimento pieno della promessa divina, rispetto alla quale la vita terrena è solo angoscia, e che volentieri si abbandona. La musica descrive, con intima adesione al significato del testo, questo sentimento di pace profonda, serena, ma ugualmente dal colore severo. Severo e introspettivo è anche il tono complessivo del breve Concerto per archi in do minore RV 120 di Vivaldi, pagina di intensa espressività il cui baricentro gravita sulla fuga conclusiva e che introduce "Jauchzet Gott in allen Landen", brano posto a conclusione del programma. Altra celebre cantata bachiana, qui eseguita dal soprano Zara Dimitrova e dalla tromba di Jonathan Pia, anch'essa fu composta a Lipsia e lì eseguita intorno al 1730. Sia la parte del soprano (che copre due ottave e che giunge sino al do acuto nel primo e nell'ultimo movimento) che la parte della tromba solista sono estremamente virtuosistiche. Ci sono state diverse ipotesi circa l'identità della cantante per la quale Bach compose la cantata, ma non è stata raggiunta alcuna conclusione definitiva sulla questione. La parte della tromba, invece, fu probabilmente scritta per Gottfried Reiche, trombettista di Bach a Lipsia. La struttura di questa cantata va ricondotta al modello del mottetto solistico in voga a Venezia : Bach se ne appropria introducendo un corale figurato prima dell' Alleluja finale che conclude il brano con un fugato tanto concitato quanto efficace. La rassegna "Musica in Università" è curata dal professor Piero Milani per conto dell'Adrat ((Associazione Docenti e Ricercatori Ateneo pavese) del Cup (Circolo dell'Università di Pavia).