Furto a Scaldasole Polvere "esplosiva" fa saltare la finestra

SCALDASOLE Stavolta i ladri, per sfondare una finestra a doppio vetro di un'abitazione del centro di Scaldasole, hanno fatto ricorso ad uno stratagemma chimico. I ladri hanno iniettato attraverso lo stipite in legno dove sono fissati i doppi vetri una sostanza che, a contatto con l'aria che fa da cuscinetto tra le due lastre blindate, si è espansa. L'aumento di volume ha esercitato una forte pressione sul vetro interno e su quello interno sino a portare la struttura all'esplosione. Nell'intercapedine dei due vetri è rimasta visibile una sostanza arancione formata da piccolissime sfere, leggere ed impalpabili ma resistenti. E' stato probabilmente questo il sistema usato dai ladri per entrare nell'appartamento di piazza Municipio abitato da una coppia di pensionati. I ladri, approfittando dell'assenza del padrone di casa G.A. e della moglie, hanno forzato il cancello del cortile interno, poi hanno ignorato una porta di un deposito vicino dimostrando di conoscere la disposizione delle. Allora, ecco l'intervento dei ladri "chimici" con l'azione della sostanza sintetica iniettata tra i doppi vetri sino a portarli all'esplosione. Quindi l'apertura della finestra attraverso il varco provocato dall'esplosione; all'interno, hanno messo a soqquadro l'intera abitazione e si sono impadroniti di alcuni gioielli, quasi tutti cari ricordi di famiglia, per un valore valutabile attorno ai duemila euro. Forse disturbati dall'arrivo dei padroni di casa, sono fuggiti attraverso alcuni orti confinanti e hanno fatto perdere le tracce. G.A. e la moglie confermano: "«Abbiamo intuito che qualcosa di strano era accaduto. Le luci del piano alto della casa erano tutte accese. Poi la finestra con i doppi vetri esplosi e quella strana polverina a palline piccolissime rimasta nell'intercapedine dei due vetri. E' il quarto furto in pochi anni che subiamo nella nostra casa, benché sia nel pieno centro di Scaldasole, a soli pochi passi dal municipio, dalla parrocchia e dall'ambulatorio medico, aperto al pubblico anche nel periodo in cui è avvenuto il furto». Paolo Calvi