La lettera del killer lasciata sul cadavere Giallo a Landriano

di Fabrizio Merli w LANDRIANO Il killer di Yousuf Shikder lasciò sul cadavere della sua vittima una lettera composta da quattro fogli. Un messaggio nel quale, molto probabilmente, vi sono i motivi all'origine dell'assassinio del magazziniere 34enne che abitava a Landriano. Ma il consulente incaricato di tradurla dal bengalese all'italiano, ieri in udienza non si è detto certo di poter rendere il significato originale di quelle parole. Così la Corte d'Assise ha deciso di incaricare un nuovo traduttore, perchè la chiave di questo giallo sta, molto probabilmente, in questa lettera - confessione. Si tornerà in aula il prossimo 7 febbraio. Ma ieri, davanti al pubblico ministero Ilaria Perinu e al difensore dell'imputato Ibrahim Sarder (latitante), l'avvocato Marcello Caruso, sono state assunte alcune testimonianze. Innanzi tutto quelle dei carabinieri che, la mattina del 13 gennaio 2011, entrarono nell'appartamento al terzo piano del palazzo di via San Rocco 7. I militari hanno riferito ai giudici come trovarono il cadavere. Il corpo di Yousuf Shikder era sul pavimento, con la testa fracassata, imbavagliato con nastro adesivo e con entrambi i tendini di Achille recisi. Subito dopo sono stati sentiti i medici legali. Prima, Maurizio Merlano che intervenne sulla scena del delitto. «Il decesso – ha spiegato – può essere fatto risalire alle 3,30 di notte, con un margine di errore di circa tre ore». Poi, il professor Giovanni Pierucci, che svolse l'autopsia. Quest'ultimo ha spiegato che causa primaria della morte sarebbero state le fratture craniche, in zona fronto-parietale destra. Concausa, la costrizione della laringe effettuata con la pressione di una mano. Gli schizzi di sangue dimostrano che la vittima fu colpita, probabilmente con un bastone, mentre si trovava in ginocchio o a terra.