Consumi in calo nel 2014 ed è boom di fallimenti
di Alessandro Cecioni wVENEZIA Consumi in calo anche nel 2014 complice l'aumento dell'Iva, boom di fallimenti delle imprese. Due aspetti di una recessione tutt'altro che alle spalle. Nei primi 9 mesi di quest'anno i fallimenti sono stati 9.902, come svela uno studio del Cerved, vale a dire il 12% in più rispetto al 2012, dato che si fa drammatico nel terzo trimestre con un +9% rispetto allo scorso anno. Coinvolti tutti i tipi di società: quelle di capitali segnano un +12%, le società di persone un +10%, +11% le altre forme giuridiche. In Lombardia il numero maggiore di fallimenti (2.250) mentre il trend peggiore si registra il Emilia Romagna e in Veneto (+19% di cessazioni forzate rispetto al 2012). Poi ci sono i consumi. Mariano Bella, direttore del Centro studi di Confcommercio, ne è convinto: anche nel 2014 i consumi caleranno, complice una ripresa in termini di Pil dello 0,3% «ripresa più statistica che sostanziale». La conseguenza è, spiega ancora Bella parlando alla platea dei Giovani imprenditori Confcommercio riuniti a Venezia per l'annuale Forum, che nel 2014 in nessuna regione d'Italia si tornerà al livello di Pil del 2007. Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Lombardia, sono le regioni dove si perderà di meno (fra il 3,5% e il 7,7%) del Pil prodotto nell'ultimo anno pre-crisi, mentre Molise (-17,1%), Sicilia (-13,3%) e Calabria (-13,1%) sono le più penalizzate. Il Sud che si allontana è il grande tema in discussione. I dati sulla recessione parlano chiaro: quest'anno nel Meridione il Pil arretrerà del 3% (-1,7% il dato nazionale secondo le previsioni di Confcommercio), ma il prossimo anno mentre l'Italia nel suo complesso avanzerà dello 0,3%, il Sud continuerà ad arretrare: -0,2%. A trainare il Paese sarà il Nord Ovest - dice il Centro studi dei commercianti - con mezzo punto percentuale di crescita. Il problema è quello della crescita e degli investimenti per favorirla. «Insomma - spiega Bella - se sulla crescita l'Europa è il sud del mondo, l'Italia il sud dell'Europa, il Meridione è il freno dell'Italia». E per rendere più chiaro il divario, Confcommercio ha provato a immaginare che sarebbe successo se l'Italia fosse cresciuta negli ultimi 13 anni come la Germania. Ne esce fuori un grafico impressionante con un dato finale che deve far riflettere: fossimo stati come la Germania oggi ogni famiglia italiana avrebbe 7mila euro netti in più di reddito disponibile e lo Stato 261 miliardi di euro in più. E non è che le ultime scelte del governo abbiano aiutato a far ripartire il Paese. In effetti Confcommercio ha dovuto rivedere al ribasso le sue previsioni. «La colpa - spiega Bella - è dell'aumento dell'Iva. Basta guardare la curva della fiducia di imprese e consumatori per accorgersi dell'inversione di tendenza. In salita fino a settembre a ottobre è precipitata». ©RIPRODUZIONE RISERVATA