Viene sfrattato si taglia l'orecchio

di Adriano Agatti e Maria Fiore wPAVIA Si è tagliato un orecchio davanti all'ufficiale giudiziario che lo stava sfrattando. Stefano Bianco, uno scultore di 66 anni, originario di Zavattarello ma che abita a Pavia in via Lambri, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale San Matteo. Qui i medici del reparto di otorino gli hanno riattaccato il pezzo di orecchio e, successivamente, è stato visitato da uno psichiatra in pronto soccorso. Poi il ricovero nel reparto di psichiatria, dove sarà tenuto in osservazione. Le sue condizioni non sono gravi. Lo sfratto è stato portato a termine e, all'ingresso dell'appartamento di via Lambri, sono stati posti i sigilli. «L'ho fatto per salvare le mie opere, ne sono rimaste 300 all'interno dell'appartamento», ha raccontato durante il ricovero. La polizia ha aperto un'inchiesta sulla vicenda. Stefano Bianco, ieri mattina, era in casa insieme alla moglie, Giovanna De Luca, intestataria del contratto di affitto da 12 anni. Alle 8,30 si è presentato alla porta l'ufficiale giudiziario, per notificare il provvedimento di sfratto esecutivo. Una decisione arrivata al termine di una lunga battaglia legale, intentata dal proprietario dell'appartamento che da due anni non incassava più il canone di affitto. Il giudice aveva anche concesso i termini di grazia, una proroga cioè dello sfratto. Fino a ieri mattina. Insieme all'ufficiale giudiziario c'erano anche il proprietario di casa, con il suo avvocato, e un medico. Al citofono non ha risposto nessuno e l'ufficiale giudiziario si è fatto aprire la porta da una donna delle pulizia. Quindi il gruppo è salito al quarto piano, dove si trova l'appartamento. Ad aprire la porta è stata la moglie di Bianco. Il marito era seduto sul divano. Lo scultore nascondeva nella mano un piccolo taglierino che, probabilmente, utilizzava per modellare le sue opere. Senza parlare e con un gesto rapido se l'è portato al volto. Pochi secondi per recidersi un pezzo di orecchio. Sul pavimento si è subito formata una scia di sangue. I presenti erano sotto shock. «Non abbiamo capito subito quello che stava succedendo – dice uno dei legali presenti nell'abitazione –. Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di fermarlo». La presenza del medico, però, è stata fondamentale. E' stato lui a prestare i primi soccorsi e a chiamare il 118. In via Lambri, che si trova nella zona di Città giardino, sono arrivate sia l'ambulanza che l'automedica. Il pezzo di orecchio è stato depositato all'interno di un piccolo sacchetto, mentre il ferito, dopo diverse resistenze, è stato caricato sull'ambulanza. Lo scultore, infatti, non voleva lasciare le sue opere incustodite: all'interno dell'appartamento, che è stato chiuso, sono rimasti disegni, sculture e arazzi. Alla fine l'artista si è convinto ad andare in ospedale. Al San Matteo i medici hanno cercato di suturare la ferita e hanno trasferito lo scultore nel reparto di otorino, dove i chirurghi hanno eseguito un delicato intervento per riattaccare il padiglione auricolare. Un'operazione che sembra riuscita anche se, per dare un giudizio definitivo, bisognerà attendere qualche giorno. Il ferito è stato medicato ed è stato trasferito nel reparto di psichiatria dove è stato visitato e sarà tenuto in osservazione. Intanto nell'appartamento di via Lambri sono intervenuti gli agenti della squadra volante che hanno ascoltato i testimoni e si sono resi conto era stato un gesto di autolesionismo di fronte a uno sfratto. In ogni caso hanno redatto una relazione di servizio che, probabilmente, sarà inviata ai magistrati della procura della repubblica di Pavia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA