Niente cittadinanza, ma gioca nel team azzurro di cricket

ROMA Il lanciatore veloce Gayashan Munasinghe, 27 anni, è il vice capitano della Nazionale italiana di cricket. E' di origine srilankese e non ha nazionalità italiana, così come altri 6 giocatori su un totale di 15 componenti. Nella hall del residence romano dove sono in ritiro, i ragazzi scherzano tra loro mentre decidono cosa mangiare per cena. I più vogliono una pizza. L'umore è alto: mancano poche ore al volo che li porterà ad Abu Dhabi, dove disputeranno il World T20 Qualifier. Tharindu Fernando e Joy Perera vengono da Milano e lo si capisce subito dall'accento. Madupa Fernando è operaio a Genova. Gayashan invece abita a Roma, a Prima Porta. È arrivato 10 anni fa, insieme alle due sorelle, per ricongiungersi ai genitori. Il padre è pasticcere, la madre casalinga e abitano nella Capitale da 25 anni. Alla domanda su come si sente a giocare per l'Italia senza averne il passaporto, Gayashan alza le spalle e sorride timidamente. Spiega che non può chiedere la cittadinanza perché negli ultimi 3 anni non ha versato i contributi richiesti e al momento è disoccupato. Come vive? Grazie ai soldi che guadagna l'estate in Inghilterra dove gioca come semiprofessionista di cricket. A Roma gioca in una squadra di serie B, la Roma Cricket Club, ma non lo pagano. Per il suo impegno in Nazionale nel torneo di Abu Dhabi, per cui dovrà stare fuori circa 3 settimane, prenderà 400 euro. Il manager Luca Bruno per lui vuole chiedere la cittadinanza per meriti sportivi perché: «Gioca in Nazionale dal 2007». Gayashan guarda il manager e annuisce: «Gioco qui da molto e mi piacerebbe restare. Ma non senza un impiego». L'alternativa? «L'Inghilterra. Lì grazie al mio diploma di coach posso insegnare cricket. Pagano 25 sterline all'ora. Sono disposto ad andare ovunque, l'importante è che ci sia un lavoro». (t.b.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA