Rapita dopo il rifiuto di sposarsi
di Anna Mangiarotti wMORTARA Rapita perché rifiuta di sposare l'uomo che la famiglia le ha destinato. Una ragazza 18enne di etnia rom e residente a Mortara in via Sant'Albino, è stata caricata a forza su un'auto ieri mattina verso le 9, in via Cavour. A Mortara fin dalla nascita, era con la cugina 16enne, malmenata per aver cercato di difendere la 18enne dai quattro uomini – fra i quali un parente dello sposo mancato. Si teme che la 18enne possa venire violentata, in modo che non essendo più illibata ci sia una ragione in più per obbligarla a sposare l'uomo che voleva rifiutare, cioè un rom residente a Vigevano. Non è escluso che, di fronte a un ulteriore rifiuto di sposarlo, i rapitori chiedano un riscatto alla famiglia. Della vicenda si stanno occupando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e della stazione di Mortara, coordinati dal capitano Rocco Papaleo. Subito dopo il rapimento sul posto sono arrivati anche i vigili urbani. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, le due ragazze stavano camminando in via Cavour, centralissima strada che porta al municipio, quando sono state affiancate da un'auto. Ne sono scesi 4 uomini, nomadi rom come le due ragazze, che hanno chiesto alla maggiore di salire in auto con loro. La 18enne si è rifiutata, ma è stata picchiata e poi caricata a forza sulla macchina. L'altra ragazza ha cercato di impedire il rapimento, ma nella collutazione si è vista strappare la maglietta e si procurata alcune escoriazioni, giudicate guaribili in tre giorni dai medici dell'ospedale di Mortara. Alcune persone hanno assistito all'episodio e sono poi state sentite dai militari. Sono immediatamente partite le ricerche dei carabinieri per rintracciare la ragazza, che potrebbe essere stata portata nel Milanese. Qualche ora dopo il fatto, nessuno però in via Cavour sembrava aver visto o sentito nulla. «Non ne ho neppure sentito parlare dai miei clienti», diceva Alessio Sempio, titolare di un bar. Si dicevano al'oscuro di tutto anche i titolari di un negozio di articoli per animali, una gastronomia un panetteria, un negozio di abbigliamento e un parrucchiere. Solo un cliente del panettiere diceva di aver sentito parlare dell'episodio, ma riferito alla scomparsa di un bambino. «Resta da appurare se si tratta di un rapimento o una "fuitina" per mettere la famiglia di fronte al fatto compiuto – commenta l'assessore alla Polizia locale Elio Pecchenino –. E' una situazione che rientra in pieno nella mentalità rom». (ha collaborato Sandro Barberis)