Due anni a Firenze Caja in Lega Silver
PAVIA Attilio Caja è il nuovo allenatore dell'Affrico Firenze in Lega Silver. Il tecnico pavese ieri sera ha condotto il primo allenamento al Mandela Forum. Caja ha firmato un contratto che lo lega alla società toscana fino al 2015. «Sono felicissimo di aver firmato – spiega –. Dopo aver allenato a Milano, Roma e Napoli ora sono a Firenze, per cui mi manca solo Bologna e poi posso dire di aver lavorato in tutte le grande città italiane. Firenze rappresenta una sfida che ho accettato con piacere. Innanzitutto perché il basket in una grande città all'inizio fatica a carburare, dato che ci sono alternative come il calcio, ma poi muove grandi passioni. La dimostrazione credo siano i 6500 spettatori alle partite di Eurolega della Mps Siena. E' un dato che fa intuire anche le enormi possibilità come bacino di utenza come Firenze». La Lega Silver è un campionato tutto nuovo per Caja. «In realtà è quasi come tornare alle origini – corregge il tecnico –. Ho iniziato vent'anni fa a Pavia e poi a Brescia in una A2 che aveva due stranieri ed otto giocatori italiani ed ora mi ritrovo con la stessa situazione. Il bello di questa categoria è che si può veramente allenare, lavorare sui giocatori, mentre in altre, a volte, sei costretto a gestire. Io che ho sempre amato il lavoro in palestra trovo stimoli nuovi ed una realtà che mi intriga. E poi in estate ho guidato una selezione di giocatori della lega Silver in un tour di partite in Giappone e quindi arrivo preparato». A proposito di nazionale: l' esperienza con la sperimentale è finita? «Momentaneamente sì – risponde Caja –. Simone Pianigiani mi ha detto che è stato soddisfatto della collaborazione e che se ne riparlerà eventualmente la prossima estate. L'esperienza è stata positiva anche per me». E sul contratto biennale a Firenze che dice? «Ho trovato dirigenti che non vivono una sola stagione, ma che hanno voluto programmare insieme a me un percorso di crescita – risponde il coach –. Sono poche le società che si impegnano e che vedono così lontano. E questa è stata un'altra delle cose che mi ha convinto ad accettare. Quest'anno vediamo cosa si può fare, ma le basi si possono già creare. La squadra? Ha qualche problema, inutile nasconderlo, non avrebbero vinto due partite perdendone quattro se fosse stato diverso. Lavoriamo, e poi se ci saranno cose da aggiustare si interverrà sul mercato». Si dice che il Monte dei Paschi abbia chiuso i rubinetti e che il prossimo anno Siena si trasferirà a Firenze armi e bagagli. «Non so nulla – chiude Caja –. Siena è una realtà importante e spero che possa continuare a giocare là in campionato». Maurizio Scorbati