Epifani: premier in corsa anche in futuro
ROMA Enrico Letta candidato premier? Sarebbe «un percorso fisiologico». Guglielmo Epifani, segretario reggente del Pd fino al prossimo 8 dicembre, conferma che chiunque sarà il vincitore delle primarie non sarà l'unico candidato alla premiership del centrosinistra. «Letta deciderà lui quando terminerà la sua esperienza» dice a Sky, ma oltre a chi vince le primarie sarebbe giusto che «concorressero anche altri perché si è fatto così nel passato». Parole destinate ad accrescere la distanza tra Epifani e Matteo Renzi, il probabile vincitore della primarie, in un partito che già è attraversato da venti di ribellione dell'ala cattolica che minaccia di uscire dal partito se il vertice del Pd deciderà di aderire davvero al Pse. Chi si tira di nuovo fuori dalla corsa per la premiership è Gianni Cuperlo. «Chi si candiderà sinceramente non lo so, so però una cosa: io non sarò tra quei candidati perché io mi candido a fare il segretario del Partito democratico», dice ai giornalisti uno dei quattro competitor delle primarie. A meno di un mese dall'elezione del segretario torna a parlare anche l'ex segretario democratico. «Aspetto che Renzi dica davvero cosa pensa del partito perché quello che ha detto non è abbastanza convicente» dice Pier Luigi Bersani intervistato da Lucia Annunziata su Raitre. «Da 20 anni l'Italia è nei guai perché non ha un sistema politico, ha partiti occasionali. Salmerie dei leader che non sopravvivono ai leader: non possiamo fare Forza Bersani, Forza Renzi o Forza Cuperlo, negli Stati uniti non c'è Forza Obama», spiega l'ex segretario. Bersani conferma che voterà per Gianni Cuperlo. Ma precisa che se sarà Renzi il segretario lui dopo le primarie lavorerà per lui. «La prima cosa che dico è il collettivo, siamo una squadra, rispetto il segretario e il Pd che lo elegge, spero solo non facessimo errori, ci sono vicende che mi hanno fatto soffrire: non si può concepire un partito e dargli permeabilità totale, non si può consentire che i tifosi dell'Inter decidano chi è l'allenatore della Juve», aggiunge. Quanto al futuro del governo delle larghe intese, che tra decadenza e stabilità vivrà ancora sulle montagne russe, Bersani avverte il premier: «I patti si fanno in due, non possiamo correre il rischio dell'ingenuità, se la destra non si prende le sue responsabilità, Letta deve dirigere il traffico lui». (m.b.).