A Mortara l'assessore "riciclone"

MORTARA .«Bruciare i rifiuti è il passato, mi sembra incredibile che qui abbiate un consorzio per l'incenerimento, il Clir». Ezio Orzes, assessore di Ponte nelle Alpi (Belluno), Comune simbolo della raccolta differenziata porta a porta conosciuto a livello europeo, è stato ospite di una serata a Mortara. E ha citato il Clir, che raccoglie i rifiuti in Lomellina (con il 42 % di raccolta differenziata) e ne manda la maggior parte del restante 58% all'inceneritore di Lomellina Energia (società al 75% del gruppo Cogeme ed al 25% di Asm Vigevano) di Parona. «In Veneto c'è una normativa sui rifiuti diversa da quella lombarda – ribatte il direttore del Clir Marco Rivolta – L'inceneritore di Parona non è nostro e noi pratichiamo la raccolta differenziata: il Comune di Scaldasole è stato premiato come uno dei centri ricicloni d'Italia». Orzes, invitato come relatore a un incontro dell'associazione Futuro Sostenibile in Lomellina guidata da Alda La Rosa, ha raccontato il modello di Ponte nelle Alpi, dove si è raggiunto oltre il 90% di raccolta differenziata: «C'erano delle titubanze anche da parte dei miei concittadini – ha raccontato Orzes – però comunicando con la gente e facendo capire l'importanza della raccolta differenziata, abbiamo dato vita in pochi anni al nostro sistema con risultati ottimi, superando le preoccupazioni della gente. Se si fa la raccolta differenziata da noi, la si fa a San Francisco, non capisco perchè non la si possa fare ovunque. E'un dovere morale nei confronti delle nuove generazioni». Orzes ha spiegato il suo sistema anche con dati economici e tecnici. Nel 2006 il suo Comune mandava in discarica 2938 tonnellate di rifiuti, ora sono 250. Nel 2006 spendeva 950mila euro annui per la raccolta di rifiuti e il costo del conferimento in discarica era il 57% del totale con i lavoro di 5 persone. Ora Ponte nelle Alpi spende 833mila euro e di questi costi il 4,8% è il costo per mandare i rifiuti in discarica, il 54% è per pagare i 15 dipendenti: «Mortara paga 2 milioni 4mila euro all'anno di smaltimento di rifiuti mandandoli all'inceneritore, 150 euro a cittadino – ha aggiunto Orzes – Da noi la spesa pro capite è 98 euro, con un servizio porta a porta, riciclo elevato e più lavoro sul territorio. Se tutti i Comuni italiani sotto i 50mila abitanti facessero la differenziata come la nostra ci sarebbero 200mila posti di lavoro di posti in più» Sandro Barberis