Dopo le notti in tenda, un tetto per la famiglia sfrattata
TROVO L'ultima notte in tenda è stata quella di venerdì. Da ieri, infatti, la famiglia di Trovo che dopo aver subìto uno sfratto aveva passato una settimana accampata nel parco giochi del paese ha trovato una sistemazione. Grazie a una volontaria della Croce Rossa di Pavia e di altre persone che si sono attivate per cercare una soluzione Gregorio Conti, la sua compagna Angela Maria Della Dalia e la figlia 18enne possono dormire con un tetto sulla testa. «Per le prossime tre settimane saremo ospitati in un piccolo appartamento nella zona industriale di San Martino Siccomario - spiega Della Dalia, che fino a poco tempo fa faceva le pulizie in paese - e per questo dobbiamo soltanto dire grazie alla generosità di qualcuno che ha preso a cuore la nostra situazione». Ieri i tre hanno lasciato il parco pubblico di Trovo dove avevano sistemato la tenda da campeggio prestatagli da un conoscente, e hanno raggiunto San Martino. «E' una soluzione temporanea - spiega Conti, 41enne che nel maggio scorso ha perso il lavoro da magazziniere - ma almeno stiamo al caldo». In questi giorni infatti la famiglia era rimasta a dormire sotto un porticato tra il campo sportivo di Trovo e la struttura che la proloco utilizza come piccolo bar durante il periodo estivo, con qualche coperta e alcuni sacchi a pelo per difendersi dal freddo. «Siamo stati sfrattati a settembre, perché senza un lavoro non riuscivamo più a pagare l'affitto», racconta Della Dalia, che insieme al suo compagno aveva chiesto aiuto al Comune dopo aver dovuto affrontare una causa per morosità. «In paese abbiamo cinque case popolari, ma in questo momento tre sono occupate e due sono inagibili da tempo - spiegava l'altro giorno Emilio Cappelletti, sindaco di Trovo -. Per sistemarle ci vorrebbero 20-30mila euro, e il Comune non ha i fondi necessari». "Non stiamo chiedendo soldi, ma soltanto dignità - dicono Conti e la sua compagna - e che le istituzioni che dovrebbero farlo ci aiutino in un momento non certo facile per la nostra famiglia». Gabriele Conta