«Esposito inopportuno»

ROMA L'intervista del giudice Antonio Esposito al Mattino di Napoli, a pochi giorni dalla condanna definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale e prima che fossero depositate le motivazioni di quella sentenza, è stata «particolarmente vistosa e inopportuna» e anche «intempestiva». Ma sarebbe «irragionevole» far derivare da «un unico e, a quanto risulta, isolato episodio di esternazione, per quanta risonanza possa aver prodotto», la misura «estrema e seria» del trasferimento d'ufficio per incompatibilità del magistrato. È per questo che la Prima commissione del Csm ha proposto al plenum all'unanimità di archiviare il fascicolo sul giudice, presidente del collegio che in Cassazione ha condannato il Cavaliere a quattro anni di reclusione e che in pieno agosto era finito nella bufera per quell'intervista il cui concetto chiave era che il leader del Pdl era stato giudicato colpevole non perché non poteva non sapere, ma perché sapeva. Un'intervista peraltro contestata dallo stesso Esposito che aveva accusato il quotidiano di averne manipolato il testo. La delibera sarà votata mercoledì prossimo dal plenum. Nove pagine in tutto in cui la Commissione dà conto del sentiero stretto su cui si è dovuta muovere: la legge non consente al Csm di intervenire nei casi che potrebbero astrattamente configurare illeciti disciplinari e la condotta di Esposito, secondo i consiglieri, può «assumere rilievo disciplinare» tenuto conto del fatto che l'intervista riguardava «un processo non ancora definito».