Alla scoperta del Buttafuoco storico e dei piatti contadini

CANNETO PAVESE "L'enogastronomia storica dell'Oltrepo pavese ed il Buttafuoco storico: connubio di tradizione e di unicità" è il motto di "Scodellando 2013". La manifestazione, giunta alla sua quinta edizione, consiste nella visita guidata di una cantina del Club del Buttafuoco storico. L'appuntamento è per domenica alle ore 9.30 presso l'Enoteca del Buttafuoco storico in frazione Vigalone 106/A. Qui i partecipanti riceveranno la scodella dipinta con il Marchio del veliero e partiranno, diretti ad una cantina. Terminata la visita, ci si troverà per il pranzo contadino che si concluderà con i dolci artigianali preparati dalle mogli dei soci. Lo scopo della giornata è far conoscere al grande pubblico i segreti di un vino di antica tradizione spiegato direttamente da chi lo produce. Costo: 25 euro per persona. Per maggiori informazioni e prenotazioni: Enoteca Consortile di Canneto Pavese 0385-60154. Il Club del Buttafuoco Storico è nato nel 1996, come libera associazione fra produttori intenzionati a tutelare il loro prodotto. Attualmente conta 14 soci, che producono mediamente 40mila bottiglie l'anno, per buona parte cedute alla prestigiosa Enoteca Consortile ubicata in Canneto Pavese. Il Buttafuoco è prodotto con un 50 per cento di uva croatina, che dà il colore caratteristico al vino, un 25 per cento di Barbera, infine la restante parte di ughetta di Canneto Pavese e uva rara. Il Buttafuoco riposa in botti di legno per almeno dodici mesi e quindi in bottiglia per altri sei mesi. Il prodotto non può essere messo in commercio prima di trentasei mesi dalla vendemmia. La bottiglia con impresso il Marchio del Veliero ne garantisce l'autenticità. Il Buttafuoco Storico trae le sue origini dal crinale spartiacque fra i torrenti Versa e Scuropasso, nella prima fascia collinare dell'Oltrepo Pavese denominato "Sperone di Stradella". La zona di produzione è limitata ad un'area ben precisa che si estende sui comuni di Canneto Pavese, Broni, Castana, Cigognola, Montescano, Stradella e Pietra de' Giorgi. Anche il poeta dialettale milanese Carlo Porta attribuì il nome Buttafuoco, in dialetto "Butafeug", ad un vino di grande corpo e alcolicità, che quasi bruciava la bocca. Altre informazioni e curiosità si trovano sul sito www.buttafuocostorico.com (f.sca.)