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la polemica Carissimo Stato, quanto ci costi? nCaro Presidente del Consiglio, questa volta abbiamo toccato il fondo: tanti sindaci e, sono convinto, tutti i cittadini italiani si stanno chiedendo dove pensate di arrivare. Cosa pensate di ottenere massacrando di tasse cittadini e imprese? Vi siete inventati l'Imu che nel giro di tre anni ha quasi triplicato la tassazione locale a carico dei cittadini e ridotto le risorse ai Comuni (1), vi siete inventati la Tares (2) che ha impegnato per mesi gli uffici dei Comuni a inseguire i vostri "capricci governativi" con il solo risultato di aver imposto, anzi fatto imporre, dai Comuni una "tassa statale" su un servizio comunale di raccolta rifiuti esattamente uguale agli anni precedenti ma, grazie a voi, molto più caro degli anni precedenti. Con un Decreto legge di fine ottobre, avete tagliato ulteriormente la quota di Imu sulla seconda casa spettante ai Comuni, stravolgendo i bilanci di Comuni virtuosi per finanziare quelli in dissesto! Con il "patto di stabilità" impedite ai Comuni di spendere le risorse previste a bilancio per mantenere l'ordine e il decoro dei beni comunali: strade, viali, cimiteri, parchi pubblici, senza le necessarie manutenzioni presto non saranno più fruibili! Vi siete già inventati il nome della prossima tassa sui servizi, Trise, che obbligherà i Comuni a rifare tutto il lavoro eseguito quest'anno e i cittadini a nuove imposizioni fiscali sempre più impegnative! Nonostante tale pressione fiscale ormai insostenibile e un debito pubblico che non accenna a diminuire, voi fingete di non vedere il baratro: mentite dicendo ai cittadini che la ripresa è vicina, mentite dicendo al Paese che la crisi sta per finire. Occorre una classe politica, non succube di una Merkel sempre più forte, che ridia dignità a questo Paese, che rinneghi i trattati di questa Europa che ci sta portando al fallimento: le tasse che stiamo pagando non riducono il debito, ma servono a finanziare gli interessi su di un debito impossibile da ripianare senza una nostra moneta. Non è vero che siamo un popolo di fannulloni, non è vero che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità, nella sola Lombardia avevamo circa 850.000 imprese che hanno mantenuto tutto il Paese per anni: ora in Europa hanno deciso di eliminare la concorrenza! Questo Lei, Presidente del Consiglio, non può non saperlo e a Lei mi rivolgo, prima che i tanti cittadini perbene umiliati dalla crisi e che noi sindaci, a differenza vostra, incontriamo tutti i giorni, insieme a un popolo esausto, decidano di fare da soli! Lorenzo Demartini sindaco di Mede voghera Ospedale, non illudersi dopo il Consiglio aperto nSoddisfazione, anche se moderata, per lo svolgimento del Consiglio comunale aperto sui problemi del nostro Ospedale tenutosi lunedì scorso. Soddisfazione perché ancora una volta, come nel recente passato, abbiamo costretto, insieme alle altre forze politiche presenti in Consiglio, l'Amministrazione di centrodestra e il sindaco a condividere, magari a denti stretti, una iniziativa cui non avevano, inizialmente, dato la propria disponibilità. Soddisfazione perché abbiamo ottenuto dall'assessore regionale Melazzini un sostanziale e formale riconoscimento della fondatezza dei problemi e delle criticità che poniamo da tempo, affermando stupore e incredulità per la mancata attivazione della Stroke unit per il trattamento urgente degli ictus ma anche la convinzione che tutte le altre criticità segnalate hanno necessità di essere portate a soluzione entro breve tempo: si va dalla carenza di personale medico in pronto soccorso e Traumatologia, alla guardia anestesiologica, all'emodinamica d'urgenza, alla gastroscopia h24. Soddisfazione però moderata perché dopo le promesse di interessamento dell'assessore Melazzini, del cui impegno non nutriamo il minimo dubbio, non possiamo dire di avere la medesima fiducia nell'assessore regionale alla Sanità ma soprattutto nella Direzione generale dell'Azienda Ospedaliera che a tutt'oggi si è dimostrata sorda ai richiami per la soluzione, magari anche graduale, delle problematiche sollevate. Ci auguriamo che le nostre sensazioni non corrispondano a realtà e che si inizi quanto prima a dare risposte concrete. Saremo vigili e attenti, pronti a riprendere iniziative ancora più forti con l'auspicio di trovare subito, e non successivamente, la condivisione di tutte le forze politiche per una pressione ancora più incisiva. Roberto Gallotti capogruppo consiliare Pd pavia L'inquietante caso dei lampioni d'oro n"Scoppia il caso lampioni d'oro" titolava in prima pagina La Provincia Pavese il 31 ottobre, annunciando l'acquisto da parte del Comune di Pavia dei pali della luce di Enel Sole esistenti in territorio comunale. Titolo interno "Pali della luce, a Pavia più cari che a Vigevano" e sottotitolo "Il prezzo è quasi doppio". Il giorno dopo la Provincia tornava sul tema con "Caso lampioni, metà vecchi o fuori legge", e ancora il 2 novembre: "Lampioni d'oro: nel bresciano non li hanno pagati", intervistando in particolare Vincenzo Vigna, consigliere di opposizione dell' Idv. Va detto che sulla procedura seguita per l'acquisto dei pali da Enel Sole e sul prezzo versato, oltre un milione di euro, ha deciso esclusivamente la Giunta la quale solo a cose fatte ha informato la competente Commissione consiliare. Il prezzo dei pali, la cui valutazione è stata fatta dal venditore, è decisamente alto, in considerazione anche della verifica effettuata dalla società incaricata dal Comune di Pavia la quale aveva rilevato che gli impianti sono in buona parte da adeguare sia sotto l'aspetto illuminotecnico sia sotto l'aspetto elettrico e meccanico. Peraltro durante la discussione in Consiglio comunale sulla procedura d'acquisto, votata dalla sola maggioranza, era stato presentato un emendamento alla delibera, bocciato dalla maggioranza, con l'astensione del Pd e il voto favorevole dei soli consiglieri Maggi, Veltri e Vigna, con il quale si sollecitava la Giunta, prima di procedere all'acquisto, "di avviare la valutazione costo-beneficio di quanto speso negli anni dal Comune anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato", il quale aveva respinto i ricorsi di Enel Sole contro alcuni comuni che, per pagare costi contenuti, avevano preferito la procedura del riscatto, previsto peraltro dalla normativa al posto della trattativa bonaria. Dunque se vuole acquistare impianti in buona parte da adeguare, e per di più a prezzi sfavorevoli rispetto alla vicina Vigevano, questa giunta i soldi li trova. Invece non ci sono soldi quando bisogna intervenire in aiuto delle famiglie che non riescono a pagare le bollette del gas e dell'acqua o l'affitto. O non si fa nulla quando gli amministratori di Asm si assegnano tra loro centinaia di migliaia di euro sotto forma di benefici forfettari e premi di risultato. Per evitare che la Giunta possa essere chiamata a rispondere di eventuali danni erariali, si chiede di sospendere la procedura di acquisto e di verificare presso i comuni che hanno adottato la procedura del riscatto se i costi con quel tipo di acquisizione siano davvero inferiori rispetto a quelli della trattativa bonaria. E sarebbe corretto che si riferisse, prima dell'acquisto, alla Commissione consiliare dopo averle fornito tutta la documentazione. Paolo Ferloni, Walter Veltri e Stefania Vilardo Lista civica "Insieme per Pavia" la storia Manca il ricordo del professor Quaroni nAbbiamo letto con rammarico e stupore l'articolo intitolato "Voghera, i suoi caduti e il re soldato", comparso su "La Provincia Pavese" del giorno 3 novembre. Non aver citato neppure il nome del professor Quaroni, nostro nonno e presidente della Fondazione che diede vita alla scuola professionale e industriale "Monumento ai caduti per la Patria", istituto dallo stesso fortemente voluto per dare futuro e dignità ai figli delle classi popolari denota, oltre che una grave disinformazione circa la storia di Voghera e le opere meritorie di uno dei suoi cittadini più illustri, anche una visione limitata della sua complessità sociale. Infatti il professor Quaroni, oltre ad essersi dedicato ad opere meritorie a favore della cittadinanza vogherese, tra le quali vale la pena di citare la presidenza dell'Opera Maternità e Infanzia, riuscì ad ottenere la costruzione della scuola professionale alla cui inaugurazione tenne la prolusione ufficiale, presenti il Re e le altre autorità. E' illuminante a tal fine riportare la frase finale del discorso del professore: "Bisogna amare i giovani per poterli educare ed educarli affinchè essi possano amare la vita". avv. prof.ssa Beatrice Tornari prof.ssa Elena Tornari avv. Davide Pollastro L'articolo voleva rievocare la visita di re Vittorio Emanuele III, il clima di quella giornata, il sacrificio di centinaia di vogheresi nella Grande guerra, non la genesi dell'istituto professionale Calvi, vicenda comunque sicuramente importante e meritevole di un approfondimento storico, così come il ruolo decisivo svolto dal professor Quaroni. Nessuna "disinformazione", dunque". (r.lo.) sanità Grazie a chi mi ha curato nA seguito di recente ricovero presso reparto di Urologia della Clinica Città di Pavia per un delicato intervento, vorrei ringraziare tutto il personale medico e infermieristico per la professionalità e umanità che mi hanno rivolto, in particolare la dr.ssa Ricupero e il dr. Ravasi. Renato Vailati