Santa Giuletta, allarme ex Vinal «È una bomba a orologeria»
SANTA GIULETTA Una bomba ad orologeria. Tra i cittadini di Santa Giuletta sale la preoccupazione per la situazione della ex Vinal, la fabbrica che da anni giace abbandonata lungo la statale, in condizione critiche, sia per le coperture di amianto deteriorate che per la presenza di acidi, che stanno corrodendo le pareti e i pavimenti, con il rischio che penetrino nel terreno. L'area, però, è sotto sequestro e quindi non è possibile effettuare nessun intervento. Dopo anni di silenzio, grazie anche all'interessamento di Avani, un gruppo di persone sta cercando di sensibilizzare il resto della popolazione su questo grave problema ambientale e sanitario, quasi paragonabile a quello della Fibronit di Broni. I più agguerriti sono la consigliere comunale di minoranza, Nadia Maggi, e il marito Massimo Brandolini. Nadia conosce bene la sofferenza perchè l'ha sperimentata sulla sua pelle, oltre ad aver perso, nel giro di un anno, il fratello Marco, per mesotelioma, una cugina del marito, un cognato e un'amica per tumore. Malattie che potrebbero essere riconducibili, oltre che all'amianto, anche alle sostanze chimiche presenti nella fabbrica. La paura è che questi acidi, con il tempo, possano aver intaccato la falda inquinando l'acqua che arriva alle case. «La vogliamo far analizzare – dicono i coniugi –. Siamo stanchi di questa situazione, vogliamo che i cittadini si rendano conto del pericolo vicino alle loro case». Guardando la fabbrica abbandonata si notano subito le coperture in amianto spezzate e sbriciolate.Ancora più preoccupante, sul lato statale, è l'odore dell'acido solforico che ha corroso i muri creando bolle sotto l'asfalto. «Non capisco come non ci si possa accorgere di questa situazione – sbotta Brandolini –. Bisogna almeno mettere in sicurezza l'area». Oltre al complesso della Vinal, al di là della ferrovia c'è anche il fabbricato della cascina Costanza, sempre di proprietà dell'azienda, che giace abbandonato: lì ci sono mucchi di lastre distrutte, macchine e biciclette abbandonate, vecchi fusti di carburante. E chiunque può entrare. «Già diverse volte abbiamo dovuto mandare via bambini che giocavano vicino alle lastre, senza sapere della loro pericolosità», sottolinea Nadia Maggi. Negli anni l'amministrazione comunale ha scritto alla procura di Nocera Inferiore, per chiedere il dissequestro dell'area, ma senza risultato. I cittadini ora chiedono al sindaco una mobilitazione maggiore. «Deve convocarci e spiegare come stanno le cose – affermano –. Purtroppo c'è chi è indifferente al problema, non capisce il pericolo». Nadia e Massimo chiedono anche agli altri enti di intervenire: «I nostri figli e i bambini di Santa Giuletta non meritano un futuro di sofferenza. Possiamo ancora fare qualcosa». Oliviero Maggi