È Recusani il successore di Schwartz
PAVIA Dopo quasi vent'anni c'è un nuovo direttore alla guida della scuola di specializzazione in Cardiologia dell'Università di Pavia: è Franco Recusani, medico 66enne originario di Cremona che raccoglie l'eredità di Peter Schwartz. Il cardiologo sudafricano infatti è appena andato in pensione, all'età di 70 anni. «Il professor Schwartz ha lavorato benissimo, e se oggi questa scuola è rispettata in Italia e all'estero è anche perché tutti noi abbiamo fatto la nostra parte» dice Recusani, che l'altro giorno ha ricevuto la fiducia del consiglio. Laureatosi con lode a Pavia nel 1971, il medico che oggi abita a Marcignago si è specializzato in Cardiologia nel '74, diventando professore associato nel 1985. Allievo del professori Bobba, Recusani è oggi uno de più importanti rappresentanti della scuola pavese di cardiologia, e da oltre trent'anni guida il laboratorio di ecocardiografia del policlinico San Matteo. «Oggi il nostro ospedale è in condizione di dare un servizio di altissimo livello, anche per quelle patologie che un tempo erano chiamate "rare" e che invece rare non sono» dice il medico, che nel corso della sua lunga carriera ha lavorato anche a Parigi e negli Stati Uniti, oltre che nel reparto di Cardiologia guidato da Luigi Oltrona Visconti. La nomina di Recusani arriva a pochi giorni dall'inaugurazione del Dea. «L'apertura di questa nuova struttura corrisponde a una importantissima modernizzazione - sottolinea il medico 66enne - Gli investimenti sono stati concentrati su una realtà davvero importante. Personalmente penso che l'investimento fatto anni fa sia avvenuto nel momento giusto: con i problemi economici attuali Pavia avrebbe potuto perdere il treno. E invece è riuscita a prenderlo». Ora manca soltanto il trasferimento nei nuovi reparti. «Noi ci sposteremo tra qualche mese – dice ancora Recusani, che è anche docente di Cardiologia presso la facoltà di Medicina – ma quello che ritengo più importante è che con l'apertura del Dea sia stato fatto un grande investimento di tipo medico sul sistema Pavia. Un sistema in cui l'Università è fondamentale dal punto di vista della produzione di cultura, e dove sono ugualmente importanti le strutture e i macchinari ma anche il personale infermieristico e quello tecnico». Gabriele Conta