Nel 1983 vicini alla guerra nucleare
LONDRA Altro che crisi dei missili russi a Cuba nel 1962. Il mondo fu veramente ad un passo dallo scoppio della III Guerra Mondiale 21 anni dopo. Nel 1983 un'esercitazione militare Nato in Europa «troppo realistica» venne scambiata a Mosca come un'attacco contro le truppe del Patto di Varsavia e innescò quasi una rappresaglia termonucleare. Il Cremlino giunse infatti ad ordinare di caricare su decine di aerei nella Germania Est ed in Polonia ordigni nucleari tattici (di dimensioni ridotte rispetto alle grandi testate ma in grado di fermare l'avanzata di armate uccidendo migliaia di uomini); diede disposizione di pre-approntare al lancio 70 missili balistici a medio raggio SS-20; inviò diversi sottomarini armati con missili con testate atomiche sotto i ghiacci del Polo Nord per celarsi alle rilevazione dei satelliti spia Usa e, in caso di necessità, emergere rompendo la banchisa e lanciare i propri ordigni. È quanto rivela il Guardian citando documenti desecretati sulle manovre «Able Archer», che 30 anni fa videro coinvolti 40.000 soldati Nato, e sul terrore che la notizia del rischio corso provocò nell'allora premier Margareth Thatcher, spingendola a chiedere agli Usa di non ripetere più un simile errore. Ad alimentare la tensione anche il clima di quei giorni. A settembre dello stesso anno l'Urss abbattè un aereo di linea sudcoreano con 269 persone a bordo senza alcun avvertimento dopo che il jet era penetrato per errore nello spazio aereo sovietico.