Crocetta e il sindaco Nicolini nel cimitero dei migranti

LAMPEDUSA Mazzi di fiori deposti nelle tombe senza nome dei migranti morti nelle traversate per raggiungere il proprio sogno di libertà, mentre a poca distanza i sopravvissuti dei viaggi della speranza, che si trovano nel centro di accoglienza, fanno i conti con la pioggia, costretti a dormire in ripari di fortuna a cielo aperto, negli uffici o dentro bus e auto. È la fotografia di ciò che avviene a Lampedusa a un mese dal tragico naufragio in cui morirono 366 persone, tra cui donne e bambini, annegati di fronte alla splendida spiaggia dell'isola dei Conigli. Dopo il dolore e la commozione per il drammatico naufragio, Lampedusa aspetta che gli impegni assunti a vario livello, a Roma e a Bruxelles, si trasformino in fatti concreti. Per rendere omaggio ai migranti nel giorno della festa dei morti, il governatore della Sicilia Rosario Crocetta e il sindaco Giusi Nicolini hanno pregato davanti alle tombe delle vittime nel cimitero dell'isola. Con loro anche il procuratore di Gela Lucia Lotti e l'assessore regionale al Turismo, la bergamasca Michela Stancheris. «Ricordare chi non è ricordato, perché forse non ha nessuno; ma ricordare anche il valore e il diritto alla vita», dice Crocetta. Oggi, assieme al sindaco, visiterà il centro di contrada Imbriacola.