«Piccoli ospedali salvi potenziando gli ambulatori»

«Il problema delle patologie croniche e quello strettamente collegato dell'invecchiamento sono temi sui quali bisogna al più presto confrontarsi. Ma con i fatti e non le parole. Bisogna avere il coraggio di fare scelte politiche». Giovanni Belloni (nella foto), presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Pavia, aveva gettato il sasso nello stagno richiamando la necessità di una rivisitazione del sistema ospedaliero locale. Soprattutto del sistema dell'emergenza per il quale alcune strutture non sono adeguate . «Bisogna partire dalla cura della cronicità per riconvertire alcuni presidi – dice Belloni–. E coinvolgere nella rete socio-assistenziale anche la medicina di base. Ma è indispensabile che il medico sia affiancato da altre figure professionali, come gli infermieri». di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA I reparti di Medicina scoppiano. Le Cure palliative faticano a contenere la richiesta. E poi c'è la questione della Psichiatria, un grande buco nero. Il forte bisogno della provincia di Pavia, con un 10% di ultra settantacinquenni, sta proprio qui, nell'esercito in crescita dei malati cronici. Per i sindacati Cgil e Uil una soluzione ci sarebbe: convertire i presidi ospedalieri che più di altri rischiano di veder calare sul loro capo la mannaia dei tagli. Convertire, non tagliare o ridimensionare però. «La rete degli ospedali deve essere rivista – ammettono Gilberto Creston (Cgil) e Carlo Barbieri (Uil) – mantenendo la vocazione ospedaliera di tutte le strutture ma evitando inutili doppioni e sprechi di risorse». Ecco allora che «nei presidi periferici potrebbero essere potenziati quei reparti con una forte richiesta, incrementando anche l'attività ambulatoriale e specialistica». I sindacati scendono di nuovo in campo nel dibattito aperto nelle scorse settimane dal presidente dell'Ordine dei medici Giovanni Belloni. E sottolineando l'importanza della prevenzione e dell'assistenza fuori dagli ospedali, questa volta chiamano in causa anche i medici di famiglia. Quattrocento in tutta la provincia, una settantina a Pavia. «Serve anche una maggiore attenzione alla Medicina del territorio – dicono – più vicina alle famiglie e capace di garantire cure appropriate al di fuori dei presidi ospedalieri». Un bel progetto, concordano i medici di base. Che però deve fare i conti con la scarsità di risorse. «Ci ripetono di aiutare gli ospedali ad alleggerire i pronto soccorso. Ma stiamo utilizzando ancora gli stessi sistemi operativi del 2010 – spiega Claudio Rovescala, segretario provinciale della Fimmg –. La legge Balduzzi aveva dato indicazioni per intervenire su alcuni settori strategici ma ancora mancano i decreti attuativi. Restiamo per ora in una zona grigia». Quali risorse mancano al medico in ambulatorio per fare prevenzione e curare i pazienti con patologie croniche come diabete, ipertensione? «Oggi un medico con mille assistiti fa fatica a far quadrare i conti – dice Rovescala –. Tra affitto, riscaldamento, telefono, auto. Servirebbe almeno un'infermiere e strumenti tecnologici adeguati, ci sono ancora ambulatori senza Adsl». In questi giorni le sale d'attesa sono gremite di pazienti per la vaccinazione antinfluenzale. Un carico di lavoro intenso. «Per fare anche prevenzione di iniziativa, chiamando noi i pazienti cronici a scadenza prefissate, servirebbe un aiuto. Personale di supporto. C'era un progetto, il Cronic Care Model, rimasto sulla carta purtroppo. Considerando che gestiamo anche l'estemporaneità dei pazienti che arrivano in ambulatorio e le visite a domicilio». Solo il 20% dei 400 medici lavora in gruppo. L'integrazione socio-sanitaria è un aspetto imprescindibile anche per i sindacati. « La presenza dei presidi contribuisce a mantenere alto il livello dell'assistenza – dicono Cgil e Uil – ma va creata una rete che coinvolga tutti gli operatori. Sarebbe importante se l'Asl di pavia si facesse carico di istituire un tavolo al quale le istituzioni che rappresentano i cittadini e le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori, possano incontrarsi e costruire qualcosa».